L'Upt rilancia: giusto ricevere i vitalizi prima dei 66 anni

Si fa sempre più in salita la strada della riforma dei vitalizi e degli anticipi d'oro agli ex consiglieri regionali. Ieri non sono bastate quattro ore di riunione per trovare un'intesa all'interno dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Si discute sull'età pensionabile per chi ha maturato il vitalizio ma ancora non lo riceve. L'Upt considera eccessivo il «tetto» dei 66 anni e lo vuole abbassareI tuoi commenti

di Luisa Maria Patruno

vitalizi consiglioTRENTO - Quattro ore di discussione non sono bastate ieri per mettere d'accordo il presidente del consiglio regionale,  Diego Moltrer , e gli altri componenti dell'ufficio di presidenza sul disegno di legge per tagliare i vitalizi ed eliminare le nuove pensioni per i consiglieri regionali. Se ne riparla venerdì e se necessario anche lunedì prossimo.

 

L'ufficio di presidenza, che si è preso l'incarico di presentare un disegno di legge ai capigruppo «aggiustando» la proposta della giunta Rossi, è formato oltre che da Moltrer da  Thomas Widmann  e  Veronika Stirner Brantsch  (Svp), dal ladino  Florian Mussner  e i trentini  Pietro De Godenz  (Upt) e  Walter Viola  (Progetto Trentino). Viola è l'unico esponente dell'opposizione e ieri ha ribadito di ritenere una scorrettezza rispetto al consiglio regionale il fatto che il presidente della Regione, Ugo Rossi, abbia preso in mano la situazione proponendo come giunta una riforma dei vitalizi.

 

Il lungo confronto di ieri non è stato sufficiente a trovare l'accordo sull'età pensionabile per chi oggi ha maturato il diritto al vitalizio ma ancora non lo riceve. Il presidente Rossi ha proposto di alzare l'età pensionabile a  66 anni  al pari di tutti i lavoratori.

 

Ma questa proposta ha incontrato la contrarietà in particolare dei due consiglieri della Svp e anche di De Godenz, che proprio ieri ha messo sul tavolo una soluzione più graduale, che prevede che siano sufficienti i  60 anni  (oggi è 55) per chi è stato eletto per  4 legislature  (20 anni) in consiglio regionale;  63 anni  (oggi è 60) per chi ne ha fatte  3  e infine  66 anni  per  2  o  1  legislatura (oggi è 65 anni).

 

La terza ipotesi, che è stata presa in considerazione ieri, prevede invece i  60 anni  per  3-4 legislature  e i  66 anni  per  1-2 legislature. Mentre all'interno dell'ufficio di presidenza sembra prevalere l'idea di differenziare l'età pensionabile, la linea dei principali gruppi della maggioranza è decisamente a favore dei 66 anni per tutti.

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