Vitalizi, lo scandalo

 Vitalizi diritti acquisiti e dunque intoccabili? Manco per sogno. Anzi, le pensioni d'oro dei nostri politici potrebbero essere tagliate da 3 mila a 1.700 euro netti al mese, euro più euro meno, e nessuno avrebbe alcun appiglio giuridico per contestare la decurtazione. Lo dice l'avvocato Paolo Rosa di Trento I vostri commenti 

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Vitalizi diritti acquisiti e dunque intoccabili? Manco per sogno. Anzi, le pensioni d'oro dei nostri politici potrebbero essere tagliate da 3 mila a 1.700 euro netti al mese, euro più euro meno, e nessuno avrebbe alcun appiglio giuridico per contestare la decurtazione.
Questa, detta in sintesi e con linguaggio non certo così preciso come quello che usa lui, la convinzione dell'avvocato Paolo Rosa di Trento, esperto in materia previdenziale, a proposito dei trattamenti economici riservati ai vecchi politici.


Convinto che il professor Nogler, «che è bravo e competente», darà la risposta nel termine che gli è stato assegnato dalla giunta regionale, l'avvocato Rosa (un brevissimo passato in politica alle spalle con la candidatura per il Pdl alle ultime elezioni comunali) è sicuro che l'intervento sulle pensioni in essere attraverso trattamenti peggiorativi con effetti retroattivi è possibile.

 

Ma quale sarebbe allora il giusto vitalizio che dovrebbe spettare agli ex consiglieri regionali? Basta calcolare il montante dei contributi versati durante le legislature in cui erano in carica (e non quelli pagati dalla Regione, che negli anni d'oro ci metteva fino all'80 per cento) e ricalcolare il vitalizio mensile da adesso in poi. Il risultato? Va da sé che gli assegni percepiti nelle scorse settimane (22 milioni di euro) e le quote del fondo family (altri 31 milioni di euro) dovrebbero essere incamerate dalla Regione, ma non solo. «Ogni consigliere è un caso a sè, ma in generale si può affermare che ogni politico ha versato al mese circa il 60 per cento di quello che riceve ora come vitalizio».

 

Prendendo per buono questo principio significa che si potrebbe tagliare senza rischiare ricorsi un buon 40% dei circa 3 mila euro che gli ex consiglieri ricevono di vitalizio. Tradotto in altro modo significa che il loro giusto compenso sarebbe di circa 1.700 euro. Tutto il resto (circa 1.300 euro) è privilegio. E dunque decurtabile. «Ora - continua Rosa - tocca alla politica decidere quanto di questa cifra togliere. Secondo me sarebbe equa una riduzione di 500 euro al mese».

 

TAVERNA: SOLDI GUADAGNATI 

 

TRENTO - Consigliere per quindici anni nelle fila di Alleanza nazionale, Taverna si colloca, sportivamente parlando, nella metà alta della graduatoria dei consiglieri regionali a livello di vitalizio percepito, con un importo netto anticipato di 223.181,43 euro e 320.00 euro di Fondo Family. In tutto 543.181,43 euro.
Carattere schietto e parlare deciso, si diceva. Ed è per questo che alla domanda se anch'egli deciderà di devolvere il Fondo Famiglia come è stato annunciato da altri consiglieri, risponde deciso ai microfoni di Radio Dolomiti: «No. Io ritengo di non dover rinunciare a nulla. Ho svolto in coscienza il mio mandato, al meglio delle mie possibilità ed energie. Non ho rubato nulla e quindi sono nell'avviso di non dover restituire alcunché».

 

INDENNITA' PIÙ RICCHE

 

Vitalizi cancellati per sempre, ma indennità più ricche di 860 euro. È questo il meccanismo che si sta delineando per uscire dal pantano dello scandalo delle pensioni d'oro. In pratica, ai consiglieri regionali in carica verrebbe lasciata la quota che oggi viene versata come contributo previdenziale, pari all'8,8% dell'indennità lorda mensile. Il disegno di legge dovrebbe essere pronto entro al fine del mese, mentre si attende il parere dell'esperto su un eventuale intervento retroattivo. A Bolzano, intanto, si muove la procura, che potrebbe aprire un'inchiesta sul Fondo Family al centro dello scandalo delle pensioni d'oro

 

I FATTI

 

Sul sito del Consiglio Regionale, martedì scorso, compaiono alcuni file. Contengono una serie di cifre con parecchi zeri, e ognuno ha a fianco un nome e un cognome: sono i vitalizi degli ex consiglieri. Il coperchio è sollevato e da quel momento si scatena un putiferio, a livello di reazioni politiche ma soprattutto da un punto di vista sociale, con i cittadini indignati di fronte a quelle cifre. "Per i politici 50 milioni" è il titolo dell'Adige il giorno dopo. Si analizzano la situazione politica e i numeri. Interviene Malossini, uno dei beneficiari: «Questa è la mia pensione». Alcuni politici provano a giustificarsi con una frase che fa andare su tutte le furie: «I vitalizi non li abbiamo cercati, ce li hanno dati». Alcuni, invece, difendono i propri assegni. Come Tretter: «Per la politica rinunciai ai soldi veri». Ma non si tratta solo di "vecchi" politici: i consiglieri dell'ultima legislatura hanno ricevuto 210mila euro.

Rossi (neoeletto presidente del Consiglio Regionale) e il collega altoatesino Kompatscher vogliono intervenire in tempi stretti sulla vicenda (lo chiede anche la Uil). Il presidente trentino promette "Un mese per i tagli". Nel frattempo in consiglio si protesta, con i cartelli "Siamo indignati". Dal Consiglio comunale Pegoretti chiede sobrietà e anche i partiti iniziano a muoversi. Ovviamente i 5 Stelle, che chiedono giustizia e rivendicano il fatto che loro, sia a livello provinciale sia nazionale, restituiscono gran parte degli stipendi, ma anche il Pd. L'Adige chiede la retroattività dei tagli e la restituzione dei soldi, mentre anche in Alto Adige c'è bufera. Qualcosa inizia a smuoversi: Passerini rinuncia a 115mila euro e Tonelli lo imita. Eva Klotz dice di "essere pronta a rinunciare a tutto".

Gesti che però non placano lo sdegno della gente, che continua a commentare e chiedere giustizia.

Pinter in un'intervista difende i vitalizi: «Prima cambiate la legge» e anche Durnwalder sostiene che «Ho pagato per 40 anni, ricevo per 20: non è giusto».

Martedì 4 marzo la Giunta Regionale inizia a muoversi, affidando a un professore l'incarico di fornire un quadro giuridico della situazione e promettendo che, d'ora in poi, non ci saranno più vitalizi. Quasi contemporaneamente arriva un comunicato degli ex consiglieri (in pratica quelli che prendono i vitalizi), che chiedono di "ricercare equità ed evitare soluzioni drastiche". Siamo andati a intervistarli ma in pochi hanno parlato. Il messaggio emerso, però, è chiaro: «Attacco ai nostri diritti».

La situazione è in continua evoluzione. Ci si muove per togliere i vitalizi, ma ecco arrivare la "beffa": cancellati i vitalizi, in consiglio si lavora per aumentare le indennità (+860 euro).

 

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