La Rai ancora all'attacco dell'Autonomia: «Siete dei privilegiati»

Un nuovo attacco all’Autonomia. Ancora su Ra1, ancora senza la possibilità, per il Trentino, di replicare. A meno di una settimana di distanza dalla puntata di Porta a Porta, ecco, ieri pomeriggio, Massimo Giletti nel programma L’Arena scagliarsi contro i «privilegiati per statuto». Inequivocabile il titolo posto alla trasmissione, «così le Regioni speciali ingrassano con i nostri soldi». Intanto sui social network boom di adesioni al gruppo «Bruno Vespa chieda ufficialmente scusa al Trentino - Südtirol» con la relativa petizione (link qui sotto)Discutine sul blog di Paolo MichelettoLa petizione online

di Matteo Lunelli

Un nuovo attacco all’Autonomia. Ancora su Ra1, ancora senza la possibilità, per il Trentino, di replicare. A meno di una settimana di distanza dalla puntata di Porta a Porta, ecco, ieri pomeriggio, Massimo Giletti nel programma L’Arena scagliarsi contro i «privilegiati per statuto». Inequivocabile il titolo posto alla trasmissione, «così le Regioni speciali ingrassano con i nostri soldi». Nel corso del magazine è stata messa a confronto la situazione della Sicilia con quella del Trentino, con un servizio che ha spiegato il funzionamento dell’autonomia nella provincia di Catania e in quella di Trento. Curioso come a difendere la Sicilia ci fosse il governatore Crocetta, mentre a difendere il Trentino non ci fosse nessuno.

 

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Intanto non accenna a placarsi, almeno sul web e soprattutto sui social network, la reazione indignata di trentini e sudtirolesi alla puntata di Porta a Porta di lunedì scorso. Nel mirino delle critiche c’è il conduttore Bruno Vespa, che secondo migliaia di persone, compresi tanti politici, avrebbe dato un’immagine distorta dell’autonomia: il Trentino Alto Adige, per chi ha seguito la trasmissione, è stato dipinto come un Paese del Bengodi, con contributi a raffica per tutto e per tutti. Il gruppo Facebook «Bruno Vespa chieda ufficialmente scusa al Trentino - Südtirol» in pochi giorni ha raccolto circa 8.000 adesioni. Un vero e proprio successo, considerando che si tratta di un gruppo «chiuso», nel quale, cioè, gli amministratori devono accettare la richiesta di iscrizione di ogni singola persona (meno immediato, quindi, di mettere un semplice Mi Piace). E proprio questa pagina ha lanciato ieri una petizione sul sito change.org (eccola QUI), una piattaforma che raccoglie le petizioni di migliaia di utenti vogliosi di cambiare qualcosa che non funziona. E anche in questo caso il successo è stato immediato: centinaia di persone hanno messo il proprio nome e cognome per inviare un messaggio a Bruno Vespa, «Chiediamo quindi a Vespa che faccia pubblicamente le scuse al popolo trentino e sudtirolese per quanto successo e chiediamo il rispetto per la nostra Autonomia che sia d'esempio positivo e non venga più considerata ingiustamente come un privilegio». Non si contano, infine, le iniziative di singoli cittadini, che si sono presi la briga di inviare lettere e email ai vertici della Rai e all’ordine dei giornalisti del Lazio, al quale Vespa è iscritto dal 28 maggio 1965, per protestare contro la trasmissione. Insomma, anche trentini e sudtirolesi, nel loro piccolo, si «infervorano».

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