Stop a Babbo Natale «Dico no alle leggende»

Tornare al senso vero del Natale. È l'invito dell'arcivescovo Luigi Bressan nell'omelia del 25 dicembre. Meno dolci, meno regali e  più attenzione ai poveri. Ma non solo: dare meno importanza alla figura di Babbo Natale. Mons.Bressan non usa queste parole ma il messaggio è chiaro: «Anche le pastorali natalizie, i presepi, le rappresentazioni sceniche, la statuaria possono contribuire a creare un clima; lo stesso albero può essere messaggio di vita; ma non le leggende che nulla hanno a che fare con la nascita di Cristo: è inutile invocare potenze inesistenti»

Tornare al senso vero del Natale. È l'invito dell'arcivescovo Luigi Bressan nell'omelia del 25 dicembre. Meno dolci, meno regali e  più attenzione ai poveri. Ma non solo: dare meno importanza alla figura di Babbo Natale. Mons.Bressan non usa queste parole ma il messaggio è chiaro: «Anche le pastorali natalizie, i presepi, le rappresentazioni sceniche, la statuaria possono contribuire a creare un clima; lo stesso albero può essere messaggio di vita; ma non le leggende che nulla hanno a che fare con la nascita di Cristo: è inutile invocare potenze inesistenti. Sarà necessario invece prenderci del tempo per riflettere, per contemplare nel silenzio, per meglio comprendere quale grande dono è la fede».  
No al Natale commerciale.
Il vescovo, la cui residenza si affaccia sul mercatino di piazza Fiera, parla di una festività in cui non ci si deve fare abbagliare da pacchetti regalo: «La solennità del Natale ci dà l'opportunità, attesa e desiderata, per uno scambio di auguri e talvolta anche di doni, per un momento di ritrovo in serenità tra famigliari e amici, per un tempo di distensione (...): elementi umani certamente positivi; le preoccupazioni commerciali non devono soffocare tale dimensione della vita, riducendo il tutto al profitto economico, che del resto non si raggiunge se non in un ambiente integrato (...) Il Natale è anche festa di doni, ma più che oggetti quanto ognuno si attende è affetto, attenzione, comprensione, sostegno (...) Il Signore si è fatto povero, umile, per aprire noi alla condivisione con chi soffre (...) La Chiesa richiama la società ma anzitutto i cristiani al rispetto della domenica e della festa e al ritmo settimanale».
 

Meno tempo al telefono.
«Nessuno - ha detto Bressan, ricordando i moniti del Papa -  è tanto povero da non poter dare almeno un po' di tempo agli altri. Vediamo se non possiamo offrire ad altri qualcosa, non perché essa ci sia inutile, ma proprio perché vi siamo affezionati, iniziando ad educare i bambini a rinunciare a giocattoli o goloserie; ai grandi a passatempi costosi, magari riducendo il tempo dedicato al telefono e condividere parte del reddito con chi è disoccupato o disabile».
 

Tutti i giorni è Natale.
Il vescovo ha fatto un appello ai fedeli: «Non dimentichiamo che il massimo bene che possiamo portare ad altri non sono i doni materiali, ma l'educazione cristiana (...) Natale non è parentesi nella vita, ma punto di partenza, poiché Cristo resta sempre con noi».

comments powered by Disqus