Slot, è bufera sulla norma anti-Comuni

Scoppia un polverone dopo il via libera in Senato a una norma che penalizza gli enti locali impegnati a mitigare gli effetti sociali del gioco d'azzardo e in particolare delle slot machine. L'emendamento (inserito nella conversione del decreto «Salva Roma») del Nuovo centro destra prevede decurtazioni dei trasferimenti dallo Stato a Comuni e Regioni che applicano norme a salvaguardia dei soggetti deboli (distanze minime da scuole e altri centri di aggregazione eccetera)

di Zenone Sovilla

slot machineScoppia un polverone dopo il via libera in Senato a una norma che penalizza gli enti locali impegnati a mitigare gli effetti sociali del gioco d'azzardo e in particolare delle slot machine.
L'emendamento (inserito nella conversione del decreto «Salva Roma») del Nuovo centro destra prevede decurtazioni dei trasferimenti dallo Stato a Comuni e Regioni che applicano norme a salvaguardia dei soggetti deboli (distanze minime da scuole e altri centri di aggregazione eccetera). «Un'iniziativa del gruppo per le autonomie ha fatto escludere da questo meccanismo le Province autonome di Trento e Bolzano, dove sono già state adottate in molti Comuni regolamentazioni simili», spiega il senatore Vittorio Fravezzi. L'emendamento alfaniano richiama la diminuzione di introiti all'erario provocata da disposizioni territoriali che inaspriscono la regolamentazione nazionale. Perciò gli enti locali saranno cinicamente chiamati «rimborsare» lo Stato.
 
Il voto ha visto 140 senatori a favore e 128 contrari: oltre a tutte le opposizioni si sono dissociati quattro esponenti Pd fra i quali Laura Puppato. Ora il decreto, che scade il 30 dicembre, è atteso in aula a Montecitorio, dove ieri peraltro è saltato l'accordo fra i capigruppo per chiudere il calendario dei lavori entro lunedì; non si esclude una riapertura della Camera fra Natale e Capodanno, anche perché l'esecutivo ha molta fretta di approvare un altro provvedimento criticato dalle opposizioni e da dissidenti nel Pd: il ddl Delrio «svuota Province».
 
«Appena ho saputo dell'emendamento del  Nuovo centro destra - racconta Fravezzi mi sono attivato per tutelare le nostre prerogative autonome e dunque le discipline a tutela dei soggetti deboli. Con l'approvazione in aula del mio emendamento, sottoscritto anche dal presidente del nostro gruppo Karl Zeller (Svp), vengono salvaguardate totalmente le competenze e i provvedimenti già adottati dalle due Province in materia di giochi pubblici e di contrasto alla ludopatia. Sono così evitati anche i rischi di ulteriori contenziosi costituzionali tra lo Stato e le i due enti a statuto speciale».
 
II gruppo per le autonomie si è però allineato alla maggioranza nel voto sull'emendamento che «condanna» gli altri enti locali italiani. Durissima, in proposito, la nota diffusa dal movimento Cinque stelle, nella quale il deputato Riccardo Fraccaro e i consiglieri provinciali Filippo Degasperi, Manuela Bottamedi e Paul Koellensperger (bolzanino) accusano i senatori regionali Berger, Fravezzi, Panizza e Zeller di aver sostenuto la linea di un governo «che condona i lobbisti dell'azzardo e punisce chi osa 
contrastarli». Ma anche dal Pd arrivano reazioni e annunci di una modifica: «Non posso spiegarlo perché è inspiegabile. Ho chiesto al Pd di rimediare», ha commentato il segretario democratico Matteo Renzi annunciando che la «porcata» sarà neutralizzata.  Z. S. 

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