Tagli, il governo «apre» alla Provincia

Delrio apre, Saccomanni richiude, ma un passo avanti, nella complessa trattativa fra Provincia e governo sulla legge di stabilità, nella parte che riguarda le casse dell'autonomia, ieri è stato fatto. Il ministro per gli Affari regionali ha proposto un emendamento che accoglie la richiesta di Trento e Bolzano di compartecipare al risanamento dei conti pubblici con l'assunzione di funzioni statali e relativi costi, al posto della riserva all'erario e di altre richieste di risorse. Tra le competenze citate, quelle sulle agenzie fiscali e sulla giustizia

di Luisa Maria Patruno

provincia patTRENTO - Il governo, tramite il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, come annunciato lunedì sera dopo il coinvolgimenti diretto del premier Enrico Letta da parte dell'ex governatore Lorenzo Dellai, ha trasmesso ieri alla Provincia di Trento il suo emendamento all'art. 13 della legge di stabilità, che disciplina il concorso delle autonomie speciali alla finanza dello Stato, che per il Trentino è quantificato per il 2014 in  835 milioni .

 

La novità contenuta nella nuova versione sta nell'aver accolto la richiesta delle Provincie di Trento e Bolzano di compartecipare al risanamento dei conti pubblici con l'assunzione di funzioni oggi statali e relativi costi al posto della riserva all'erario e a altre richieste contenute in questa legge di stabilità, senza però modificare il saldo. Ma non è ancora neppure detto che l'emendamento venga depositato visto che ieri sera è stato rimesso in discussione dal ministero dell'Economia.


Tra le funzioni statali di cui andrà definito «il trasferimento o la delega» mediante intesa «da concludersi entro il 30 giugno 2014» sono indicate - e questa è la prima volta - le «Agenzie fiscali dello Stato», che le due Province stanno chiedendo da anni. Inoltre si citano le «funzioni amministrative, organizzative e di supporto riguardanti la giustizia civile, penale e minorile, con esclusione di quelle relative al personale di magistratura, nonché al Parco nazionale dello Stelvio». Nello stesso emendamento del governo poi si riconoscono pieni poteri alle due Province autonome in materia di tributi locali.

 

«Le Province - si legge - hanno competenza legislativa in materia di finanza locale e tributi locali. Posso istituire nuovi tributi locali». Si precisa inoltre che con legge provinciale possono essere disciplinati questi nuovi tributi e le modalità di riscossione con possibilità per gli enti locali di «modificare le aliquote e introdurre esenzioni, detrazioni e deduzioni anche in deroga alla disciplina statale». Il che vuol dire in deroga a quanto previsto a livello nazionale su Imu, Tasi Tarsi, Trise, ma anche sull'Irap.


Tutto questo è senz'altro un passo avanti rispetto alla versione iniziale in discussione in commissione Bilancio del Senato e anche rispetto alla bozza peggiorativa avanzata la settimana scorsa dalla Ragioneria dello Stato, che chiedeva il rispetto dei costi standard per i servizi come per le regioni ordinarie, il ritiro dei dieci ricorsi pendenti davanti alla Corte costituzionale e l'automatismo dell'applicazione della riserva all'erario e delle richieste di concorso nel caso di mancato raggiungimento di un'intesa fra lo Stato e la Provincia. Ma non è ritenuta sufficiente dalla Provincia e dalla delegazione dei parlamentari trentini di maggioranza che stanno seguendo la trattativa. Primo, perché comunque viene mantenuta la riserva all'erario delle maggiori imposte statali riscosse in Trentino in base alle finanziarie Berlusconi e Monti (2012-2013).

 

E questa resta, secondo la Provincia, una violazione dello Statuto di autonomia già censurata con sentenza dalla Corte costituzionale. Quindi comunque la legge di stabilità, qualora passasse questa versione di emendamento del governo, verrebbe impugnata dalla Provincia. Secondo, non si dice nulla dell'introduzione di un nuovo meccanismo oggettivo per definire gli impegni finanziari delle autonomie speciali nei prossimi anni.

 

La Provincia di Trento aveva proposto il sistema del residuo fiscale (differenza fra spese dello Stato e gettito sul territorio parametrato alla media delle regioni del Nord). Di questo non c'è traccia nell'emendamento del governo.

comments powered by Disqus