Palestina, Pacher inaugura  la cantina di Aboud

Una piccola cantina vinicola, nata grazie al contributo del Trentino, è stata inaugurata venerdì nel villaggio palestinese di Aboud, vicino a Ramallah. Alla cerimonia c'era anche il presidente della Provincia Alberto Pacher, che aveva cominciato a seguire il progetto già quando era sindaco di Trento

77a8b6bf55_4702777.jpgTRENTO - Una piccola cantina vinicola, nata grazie al contributo del Trentino, è stata inaugurata venerdì nel villaggio palestinese di Aboud, vicino a Ramallah. Alla cerimonia c'era anche il presidente della Provincia Alberto Pacher, che aveva cominciato a seguire il progetto già quando era sindaco di Trento.

 

Con lui il consigliere provinciale Michele Nardelli, referente dell'associazione «Pace per Gerusalemme», il rappresentante dell'autorità palestinese in Italia, Ali Rashid, il presidente della cantina Pravis, Mario Zambarda, anche a nome dell'associazione Mezzaluna fertile, e padre Ibrahim Faltas, frate francescano, già custode della basilica della natività di Betlemme e oggi responsabile economo della custodia di Terrasanta. A favorire il ritorno della coltivazione della vite in queste terre, pur fra mille difficoltà, la cantina salesiana di Cremisan, a Beit Jalla, che ha fatto rinascere, con il sostegno della Fondazione Mach, il «vino di Cana», che sta ottenendo consensi crescenti sul mercato. La visita è proseguita ieri con incontri con le autorità del governo palestinese, fra cui il primo ministro Abu Mazen e il ministro all'agricoltura, e con la visita alla scuola agraria di Hebron.


In Palestina il vino veniva coltivato prima dell'arrivo dei romani, e lo si scambiava con il grano, i datteri, persino con le pietre preziose del lontano Oriente. Poi, nei secoli, questa cultura è andata persa. Oggi la viticoltura prova a rinascere, ma si scontra con alcune regole difficili da comprendere, come il divieto, imposto da Israele a queste terre formalmente poste sotto l'amministrazione dell'autorità palestinese, di scavare pozzi per cercare l'acqua.


La cantina di Aboud è un piccolo segnale. Nata dopo otto anni di tentativi, quest'anno produrrà circa 4mila bottiglie di «vino di Cana», destinate soprattutto ai pellegrini che visitano la Terrasanta. Non molte, ma abbastanza per dimostrare che dove c'è la volontà, e magari qualche aiuto dall'estero, le cose si muovono. Aboud è un villaggio di circa 2.000 abitanti, per metà musulmani e per l'altra metà cristiani, abituati da sempre a convivere. La cantina di Aboud, gestita da una famiglia del posto, fa parte di una piccola rete di produttori che fa perno sulla più grande cantina dei salesiani di Cremisan, vicino Betlemme, che produce circa 400.000 bottiglie di vino rosso all'anno. Questa realtà si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Mach, che ha decodificato qualche anno fa il genoma della vite del Pinot nero.

comments powered by Disqus