Rovereto / Festività

Addio all'abete tradizionale, in piazza Rosmini l'albero di Natale è di vetro

Quest'anno non ci sarà più la grande pianta delle foreste cimbre ma un insieme di palle di vetro di design. Polemica politica sul ritardo dei mercatini

NATALE Trento, tradizione e novità: la città prepara gli eventi

di Nicola Guarnieri

ROVERETO. Sarà un Natale di vetro: moderno, brillante, per il consorzio Rovereto InCentro addirittura «accattivante», e capace di intercettare selfie e foto di gruppo da inviare via social agli amici. Stiamo parlando del grande albero di piazza Rosmini, quello che da tradizione, a fine novembre, riempie il salotto buono della città di roveretani per applaudire l'accensione dell'abete da sempre portato in città dagli Altipiani Cimbri.

Quest'anno, invece, addio albero di Natale con aghi e lucine a valorizzarli: non verrà dal bosco ma sarà finto. Certo, sarà perfettamente inserito nel progresso e nel design ma il caro vecchio legno resterà in montagna. Il nuovo simbolo della festa più attesa - che si sta montando in questi giorni - sarà di sfere di polvere di vetro bianca in linea con le luminarie del centro storico. Una novità figlia del tempo ma anche, assicura il consorzio, come occhio di riguardo al disboscamento. Tra Vaia e insediamenti antropici, d'altro canto, le piante sono un bene sempre più prezioso. E quest'anno va appunto così.

«L'albero di piazza Rosmini sarà diverso proprio a causa dell'evidente problema del disboscamento. - spiegano gli organizzatori - Per questo si è scelto di utilizzarne uno artificiale. Resterà comunque il fulcro del Natale e sarà composto interamente di sfere luminose, alto 13 metri. Uno spettacolo che accoglierà visitatori e turisti nella piazza principale della città. E che sarà bello da vedere e da fotografare anche di giorno, non solo quando è acceso».

Addio, però, alla tradizione e al boato all'accensione di quella grande pianta che, anche spenta, conferiva quell'aspetto bucolico alla piazza delle meraviglie.

Il Natale a Rovereto, però, per qualcuno è addirittura in ritardo. Nonostante le prese di posizione di molta gente sull'eccessivo anticipo («di questo passo si addobberanno le città da Ferragosto», si lamentano in tanti), qualcuno si muove infatti controcorrente. E lo fa inneggiando al turismo e alle opportunità di shopping che, mettendosi in coda alle iniziative di altre città, si rischia di perdere.

«Rovereto, come sempre, arriva ultima. - tuona in proposito il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Giuseppe Di Spirito - Sabato sono stati inaugurati i mercatini di Pergine Valsugana, poi c'è Arco e a fine settimana partirà Trento. Noi non ci siamo e il nostro centro storico, lo si è visto domenica, è deserto».

Natale, insomma, tutto l'anno? E pensare che da quando sono spuntate come funghi le casette dei regali nelle varie città si è sempre contestato l'anticipo di un evento che, di suo, chiude l'anno ed è circoscritto - così, almeno, era un tempo - alla vacanze scolastiche sotto l'albero.

Ma i mercatini e le decorazioni che richiamano il vecchio con la barba vestito di rosso e le sue renne domestiche sono considerati un veicolo turistico ed economico d'eccezione.

«Gli altri sono già partiti e la gente arriva. É un'occasione per dare fiato al commercio. Che a Rovereto, lo diciamo da sempre, soffre in maniera particolare». Fratelli d'Italia, insomma, punta il dito sul ritardo di Babbo Natale, arrivato di fatto ovunque tranne che nella città della Quercia. E questo a dispetto di chi, tempo fa, ironizzava sull'allestimento dei mercatini magari già in piena estate.

«La questione - ribatte il consigliere comunale - è che le città intorno a noi sono già in pieno spirito natalizio e i turisti sono arrivati. Si dovevano intercettare perché difficilmente torneranno a vistare il nostro mercatino, a fine novembre».

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