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Pacchi viveri ai bisognosi

raddoppiati gli aiuti

per le famiglie italiane

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Anche ieri mattina davanti al Convento dei padri Cappuccini in Borgo Santa Caterina c’erano donne e uomini in attesa di ricevere il pacco viveri per riuscire a tirare avanti fino alla fine del mese. È questo un servizio portato avanti in accordo con il comune di Rovereto e Trentino Solidale, e che da alcune settimane si avvale anche del contributo della verdura fresca coltivata con il prezioso aiuto dei ragazzi della cooperativa Iter. «È un segnale importante - ribadisce l’assessore comunale alle politiche sociali Mauro Previdi - perché quando i giovani con disabilità decidono di mettersi al servizio degli altri e dedicare il proprio lavoro a chi si trova in uno stato di necessità, allora questo diventa un insegnamento prezioso, che va al di là di ogni categoria. Da questi giovani c’è solo da imparare». «Inoltre - precisano Emilio Manica e Dario Dossi di Trentino Solidale - poter distribuire verdura fresca coltivata apposta per essere donata, è un valore davvero forte».

«Da tempo ci sono gli orti solidali al Brione - spiega Paolo Mazzurana, direttore della cooperativa Iter - e da questa primavera ci lavorano otto dei nostri ragazzi aiutati dai volontari: hanno imparato a prendersi cura delle piante ed è stata una grossa soddisfazione poter contare sulle prime cassettine di verdure». Il progetto prende il nome di “Naturaliter”, “Naturalmente” in latino, proprio a significare la circolarità delle azioni in cui ognuno si dà da fare per il prossimo. «È verdura appena colta - riprende Manica - diversa da quella dei supermercati di cui circa il 5 o 10 per cento è da scartare».
I punti di distribuzione dei viveri sono due: il lunedì, mercoledì e venerdì dai frati Cappuccini, con cibo deperibile, frutta, verdura, pizza, latte; il martedì, giovedì e sabato invece ci si può rivolgere all’Almac (Associazione malattie cardiovascolari) in via Savioli dove sono distribuiti cibi secchi come pasta, olio, scatolame. «SI tratta di alimenti essenziali per una dieta sana, non diamo prodotti industriali che fanno male», sostengono i responsabili di Trentino Solidale, che precisano: «Ogni utente è monitorato, così da evitare il nomadismo o che qualcuno se ne approfitti».
I pacchi viveri non sono cosa da poco: l’anno scorso si è trattato di ben 135 tonnellate di cibo raccolto e distribuito, mentre nel solo mese di luglio sono stati consegnati ben 1.993 pasti. «Ogni giorno - racconta Manica - i nostri volontari iniziano il giro presto per raccogliere il cibo in scadenza nei vari supermercati e negozi. Si tratta di 24 persone che lavorano a rotazione ed in maniera del tutto gratuita: anzi, abbiamo a disposizione un furgone regalato dai Lions, ma c’è anche chi usa la propria auto e ci rimette anche i soldi della benzina. Ora devo scappare perché mi hanno appena avvisato che una fabbrica mette a disposizione un carico di tortellini».
Previdi conclude: «Questo è un servizio importante. E purtroppo sempre più necessario: dal 2016 il numero delle famiglie lagarine che richiedono il pacco viveri è addirittura raddoppiato, passando dal 20 al 40 per cento. Molti poi hanno ritegno a chiedere il cibo, e allora lo consegnamo a domicilio. L’importante è darsi tutti da fare».

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