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Cassa Rurale, nessuno insidia Gios

Presidente in scadenza è unico candidato

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Forse, visti i tempi, non è poi così ambìta, la poltrona di presidente della Cassa Rurale di Rovereto: le rogne sono tante, le soddisfazioni forse verranno, i rischi ci sono oggi e sono più del prestigio. O forse l'attuale governance va bene a tutti e alternative non serve cercarne perché non avrebbero presa. Il risultato, comunque, è netto: non c'è nessuna corsa per diventare presidente della Rurale. L'unico candidato è il presidente uscente, Geremia Gios.
Sembra passato un secolo dall'assemblea in cui si è voltato pagina, in via Paoli. All'epoca i toni - tra soci, di sicuro non tra i due contendenti - erano accesi, per usare un eufemismo. Buona parte della compagine sociale voleva cambiare indirizzo all'istituto di credito cooperativo di riferimento in città. Più che un'assemblea, all'epoca, era stata la presa della bastiglia. Insomma, ci fu lotta, in qualche modo, come l'istituto di via Paoli mai aveva conosciuto. Perché si confrontavano due idee diverse non solo di banca, ma anche di quale paradigma avere nei rapporti con Trento e il «sistema». Perché si era nel pieno della crisi economica e, secondo l'italica e ben consolidata prassi, c'erano da smistare colpe. Perché lì sarebbe iniziata una traversata nel deserto per riportare in bonis la cassa, con una maggiore o minore autonomia rispetto al centro del sistema. Di questo si discuteva, solo tre anni fa. E su queste basi l'intera squadra di Gios venne eletta più o meno con un plebiscito. 

Davvero pare passato un secolo. Metà dei discorsi che si sentivano allora nemmeno hanno più un senso. Adesso c'è il gruppo unico, Trento è intervenuta pesantemente a sostegno della rurale di Rovereto, il direttore della cassa è Ruggero Carli, ex Vigilanza. 
Se l'orizzonte è cambiato completamente, quella che è rimasta evidentemente immutata è la fiducia nell'attuale consiglio. Perché non è solo Geremia Gios. Tutti i consiglieri uscenti si ripresentano e sono gli unici candidati. Si tratta del collegio sindacale, quindi il caposindaco Stefano Bianchi Carini, i sindaci effettivi Giovanni Paolo Rao e Paolo Lagnese e il supplente Michele Cavalieri e poi di tre membri del consiglio: Monica Aste, Carlo Andrea Postinger e Luca Frapporti. Tutti si ripresenteranno, senza alcuna concorrenza.  

A spiegare il rinnovato impegno del presidente Gios è lui stesso, che chiarisce il fine (e forse anche l'orizzonte temporale) di questo secondo mandato: «Ho deciso di restare fino alla fine dell'opera di risanamento della cassa - spiega - che mi auguro sia già l'anno prossimo. Quest'anno paghiamo ancora lo scotto delle politiche di risparmio. Pesa sul bilancio 2018 il prepensionamento di 14 collaboratori». 
Ovvio che il prepensionamento di 14 operatori non può ritenersi un costo. Ma è altrettanto evidente che nel momento in cui i collaboratori se ne vanno, la cassa deve pagare una serie di spettanze, a partire dal Tfr. Ecco perché, quello che quest'anno è ovviamente un costo (2 milioni di euro in tutto) appesantisce il bilancio 2018, che par di capire sarebbe stato vicino all'equilibrio. La cifra definitiva ancora non c'è, ma ci si attende un rosso attorno ai 2,5 milioni. «In questo modo, però il 2019 parte potendo già contare sui benefici della manovra di risparmio - conclude il presidente Gios - quantificabili in circa un milione e mezzo all'anno». L'anno prossimo si capirà se sarà sufficiente o se servirà qualche altro sacrificio.

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