Sanders, life coach per i ragazzi del Don Milani

Lo sport è una palestra di vita: e chi ha raggiunto importanti risultati sportivi, passando attraverso sacrifici, successi, fatiche e delusioni può diventare, se lo si ascolta attentamente, un “allenatore di vita”, cioè un life coach, per usare un termine mutuato dall’inglese molto in voga negli ultimi anni. E Jamarr Sanders ha saputo essere davvero un valido insegnante ieri nel primo dei cinque appuntamenti di “Basket&life”, progetto che la Dolomiti Energia Trentino ha pensato insieme all’Istituto “Don Milani” di Rovereto, scuola molto sensibile agli aspetti educativi della formazione dei propri studenti.

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Si tratta di cinque appuntamenti che vedono la presenza di cinque diversi giocatori della squadra bianconera e di due allenatori del settore giovanile e che coinvolgeranno le quattro classi terze dell’Istituto Tecnico Economico del “Don Milani”. Basket, valori e English: queste le parole chiave del percorso che ha già ottenuto il gradimento di ragazzi e docenti, come ha confermato la dirigente scolastica del “Don Milani” Daniela Simoncelli. “I docenti coinvolti nell’iniziativa sono veramente entusiasti, proprio come i ragazzi. Ieri hanno apprezzato​ molto la disponibilità degli allenatori a relazionarsi con gli studenti e la disponibilità di Jamarr a raccontare di sé e del suo vissuto.”

La mattinata si è sviluppata in due momenti distinti: infatti, i due coach Marchini e Jakovljievic hanno proposto nella palestra del “Don Milani” ai 35 ragazzi/e delle prime due classi coinvolte alcuni esercizi di basket, concentrandosi sul fondamentale del tiro, avvalendosi come dimostratore di uno dei migliori tiratori della Dolomiti Energia Trentino Jamarr Sanders. Dopo la prima ora è iniziata la riflessione tra Jamarr e i ragazzi, tutta rigorosamente in inglese. Il punto di partenza del dialogo tra i ragazzi è stata una frase di Michael Jordan: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto". Da qui la riflessione di Jamarr, condivisa con i ragazzi: per arrivare al “proprio” successo, "ci capiterà di fare degli errori, ma se sapremo reagire alle difficoltà, se sapremo lavorare con grande impegno ed entusiasmo, ciascuno potrà realizzare il proprio obiettivo". Dalla riflessione di Jamarr è nato un bellissimo dialogo, tutto in lingua inglese, che ha coinvolto e interessato tutti i ragazzi. “E’ stata una mattinata sicuramente importante – commenta la Dirigente Scolastica -  oltre che per l'aspetto sportivo, per i valori su cui i ragazzi sono stati aiutati a riflettere: è importante avere un sogno, coltivarlo e con tutte le forze ed energie lottare per raggiungerlo! Altrettanto importante è imparare dai propri errori: riconoscerli e da quelli partire, nel gioco come nella vita, per migliorarsi!”

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