Squillo a Rovereto: tre condanne

Esercitavano in casa, nel centro e nelle periferie di Rovereto, e facevano parte di un giro più ampio, smascherato nel marzo scorso dalle forze dell'ordine: rinviati a giudizio un uomo, italiano, e due ragazze brasiliane, che hanno dovuto rispondere di sfruttamento della prostituzione. Un'accusa pesante che ha coinvolto i tre che hanno abusato del bisogno di donne in gravi difficoltà economica

prostituta_gambe_web--400x300_43d1cca181c13693dc0cec4e2e66fabc.jpgROVERETO - Esercitavano in casa, nel centro e nelle periferie di Rovereto, e facevano parte di un giro più ampio, smascherato nel marzo scorso dalle forze dell'ordine: sono stati rinviati a giudizio un uomo, italiano, e due ragazze brasiliane, che hanno dovuto rispondere di sfruttamento della prostituzione. Un'accusa pesante che ha coinvolto i tre che hanno abusato del bisogno di donne in gravi difficoltà economica. Gli imputati hanno deciso di patteggiare, ed è stata loro comminata una pena di un anno e dieci mesi di reclusione, ed al pagamento di 300 euro di multa. Hanno però potuto godere dei benefici di legge e quindi sono stati condannati con la condizionale.


L'indagine era stata lunga e minuziosa, coinvolgendo appostamenti e controlli, ed era durata alcuni mesi. Nel mirino un via vai di donne di diversa nazionalità, con alcune italiane che venivano dal Veneto, ed altre provenienti da Francia, dalla Spagna, ma anche dai Paesi Sudamericani. Per i clienti, infatti, era una bella occasione poter contare sulla varietà della «merce». Le ragazze di vita si erano giustificate sostenendo di essere state costrette dalla crisi economica a decidere di vendere i propri servizi, allettate dalla possibilità di entrare in un mercato che era sempre più in piena espansione. Secondo le indagini, infatti, sarebbero state ben cinque le sedi di «lavoro», disseminate in centro storico e nella zona di viale Trento e delle Fucine.


Ma se il mercato era fiorente, tanti i clienti accertati, il turnover era comunque alto, di circa due settimana, come da tradizione: era infatti costume delle case chiuse di una volta, tenere vivo l'interesse dei clienti proponendo ragazze con diverse caratteristiche, diverse offerte e virtù. Ma tutte accomunate dallo stesso disperato bisogno di far quadrare i conti, e dalla stessa disperata esigenza di risolvere situazioni economiche spesso drammatiche.

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