Meccatronica, attentato al polo di via Zeni

I carabinieri non si vogliono sbilanciare ma di sicuro non possono scartare l'ipotesi che subito si è affacciata alla mente, e che cioè dietro ad un nuovo inquietante attentato, che questa volta ha preso di mira l'edificio delle attività produttive del Polo della Meccatronica, ci sia una zampata di stampo anarchico. Nessuna rivendicazione, va detto, ma la scelta del luogo apre preoccupenti scenari

di Barbara Goio

MECCATRONICAROVERETO - I carabinieri non si vogliono sbilanciare ma di sicuro non possono scartare l'ipotesi che subito si è affacciata alla mente, e che cioè dietro ad un nuovo inquietante attentato, che questa volta ha preso di mira l'edificio delle attività produttive del Polo della Meccatronica, ci sia una zampata di stampo anarchico. Nessuna rivendicazione, va detto, ma la scelta del luogo apre preoccupenti scenari.

 

Tutto è accaduto ieri mattina quando gli operai della ditta Collini, che sta ultimando gli interventi marginali, sono arrivati nell'enorme edificio di via Unione, dove si stanno approntando le unità commerciali e produttive che fanno capo al progetto di punta di Trentino Sviluppo, ed hanno immediatamente scoperto che qualcosa non funzionava. Per niente. Infatti in un vano scale hanno subito identificato diversi tentativi di dare fuoco alla struttura: fortunatamente sia i controsoffitti che le pareti, in materiale ignifugo, hanno vanificato ogni sforzo. Sono rimaste le grandi macchie annerite, in più zone, come a testimoniare la testardaggine con cui i vandali si sono accaniti.


Subito chiamate le forze dell'ordine ed i vigili del fuoco, si è proceduto ad un accurato sopralluogo del cantiere ormai ultimato. Ed è stato durante l'ispezione che è emerso un altro particolare, ancora più subdolo: in un locale era stata collocata una bombola di Gpl della capacità di circa dieci litri a cui era collegato un cannello. Un'estremità del tubo era stato infilato sotto la porta di una stanza accuratamente chiusa e, accanto, era stato sistemato un innesco che, se avesse funzionato, avrebbe provocato un'esplosione di media entità. Che non c'è stata per imperizia degli attentatori. Un lavoro pianificato che ora alza ombre eversive in un contesto da sempre al centro di accorate prese di posizione: il Polo della Meccatronica, insieme a Manifattura Domani, è infatti da tempo al centro di contestazioni di stampo anarchico.


Per quanto riguarda i rilievi è stato verificato che i teppisti sono entrati dai vigneti di S. Giorgio dopo aver tagliato parte della rete di recinzione; quindi si sono introdotti nell'edificio utilizzando una scala trovata in zona, prima di impegnarsi a cercare di bruciare i muri e far scoppiare la bomba artigianale, e infine darsi alla fuga.


Trentino Sviluppo conferma che la zona era sottoposta a servizio di vigilanza, ma che ora tali controlli saranno ulteriormente intensificati. Per quanto riguarda la pista anarchica, ammette che in questo caso non ci sono né messaggi con lo spray, né rivendicazioni di sorta, per cui prende le distanze da un'ipotesi del genere.

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