Lutto/L’addio

Riva del Garda piange Arturo Giovanelli, una vita nel volontariato

Aveva 91 anni: un pilastro della comunità, tra Sat, circolo pensionati e Trisac. Il funerale sabato 7 ottobre (nella foto, Giovanelli tra Lino Martini e Renzo Bortolameotti)

di Paolo Liserre

RIVA DEL GARDA. Provateci voi a salire fino a S. Barbara con mezzo quintale di cemento sulle spalle. E poi stare lì ore ed ore, giorni, settimane, a lavorare instancabilmente per sistemare e ampliare la Capanna o il Bait del Toni. Arturo Giovanelli era anche questo e molto di più ma soprattutto - ricordano oggi figlie e nipoti - «un padre e un nonno fantastico» che amava perdutamente la sua famiglia e i suoi bambini. Arturo Giovanelli se n'è andato all'età di 91 anni, sessantacinque dei quali con accanto l'amata Maria, una colonna portante del mondo del volontariato rivano.

Per quasi un quarto di secolo vicepresidente della Sat cittadina, prima braccio destro dell'altrettanto indimenticabile Cesarino Mutti, poi «pilastro solido» al quale ha potuto far riferimento per nove anni l'ex presidente Marco Matteotti che ieri lo ha ricordato così: «Arturo era prima di tutto un grande amico e la notizia della sua scomparsa mi rattrista profondamente anche se sapevo che la situazione stava volgendo al peggio. Durante i miei tre mandati ha rappresentato un punto di riferimento, un solido pilastro al quale mi sono potuto appoggiare senza remore. E anche grazie a lui se la Sat è cresciuta negli anni». Del sodalizio rivano Giovanelli è poi stato anche presidente per un triennio. Un "martello", tenero ma deciso quando veniva il momento del tesseramento annuale e bisognava appiccicare l'ennesimo bollino sulla tessera. Dall'Arturo non scappavi. Ed era impossibile dirgli di no.

La Sat e S. Barbara soprattutto sono state la sua seconda famiglia ma la passione e la dedizione di Giovanelli sono passate anche attraverso gli anni d'oro dell'organizzazione del torneo di Trisac (assieme all'amico Lino Martini e tanti altri) e il suo impegno in seno al Circolo Pensionati di Riva, di cui è stato presidente per due mandati. Sempre instancabile il "Lundo" (era il suo soprannome, che deriva dal suo paese d'origine, Lundo appunto, nel Bleggio), in tutto quello che faceva, esattamente come quando trasportava sacchi di cemento, assi e attrezzi lungo il sentiero che porta a S. Barbara.

«È stato un uomo di sostanza, concreto e aperto, capace di aggregare, un animo positivo - il ricordo della sindaca di Riva Cristina Santi - A lui la nostra sezione della Sat si affidò per il compito, non certo facile, di succedere a Marco Matteotti, dopo i suoi nove anni di presidenza, compito che Arturo onorò al meglio, com'era la sua forza, con equilibrio e rispetto. Un uomo umile ma forte e capace, un vero punto di riferimento, senza il quale Riva del Garda è davvero meno bella e speciale. Alla moglie Maria, con cui nel 2018 aveva festeggiato i sessant'anni di matrimonio, alle figlie e a tutte le persone che gli hanno voluto bene - conclude la sindaca - esprimo la mia più sincera vicinanza, e ad Arturo, dovunque ora si trovi, la mia ammirazione e la mia gratitudine».

I funerali di Arturo Giovanelli si terranno sabato 7 ottobre alle 10.30 nella chiesa Arcipretale.

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