Siccità / Emergenza

Arco, manca l'acqua, si va verso il razionamento: colpa delle troppe piscine private e dell'irrigazione dei giardini

I vigili del fuoco riforniscono l’acquedotto con le autobotti, 110 mila litri: «Ma non si può andare avanti così, sappiate che se rimanete senza in casa, è colpa di quelli che si riempiono le vasche e annaffiano il prato»

ARCO. Una situazione senza precedenti a memoria d'uomo, con i diversi serbatoi della rete comunale ben al di sotto del livello di esercizio, alcuni in carenza grave (come Laghel e Mandrea) e uno, quello di San Giacomo (il cui bacino d'utenza, la parte alta di Bolognano e la località Gazzi, conta circa 5000 persone), è tenuto in esercizio con continui viaggi dell'autobotte dei vigili del fuoco, ma che ugualmente è prossimo all'esaurimento.

E anche la zona di Romarzollo, alimentata dalle sorgenti di Padaro, Molin e Murlo, in grave criticità.In un ambito di generalizzato allarme, quindi, la prima emergenza è il serbatoio di San Giacomo, la cui altezza dell'acqua, che in condizioni normali di esercizio è di 1,9 metri, è scesa nei giorni scorsi attorno a 65 centimetri, ma con un calo, nel fine settimana scorso, di oltre un metro.

Di questo passo la parte alta di Bolognano e la località Gazzi potranno restare presto senz'acqua. Cosa che sarebbe già successa, se i vigili del fuoco non avessero compiuto nell'ultimo periodo undici viaggi in autobotte e immesso nel serbatoio 110 mila litri d'acqua.

«Una situazione insostenibile -ha detto il comandante Bonamico - perché un solo carico richiede oltre un'ora di lavoro, ma soprattutto ci distoglie da altre emergenze, come quella degli incendi, rispetto alla quale siamo oltretutto in grave difficoltà perché la carenza di acqua riguarda anche noi e un incendio sul nostro territorio sarebbe davvero preoccupante».

Studiata la situazione, andamento dei consumi e ricognizioni in loco, è emerso che una causa del problema va ricondotta a un consumo anomalo nei fine settimana, causato principalmente dalle piscine private e dall'irrigazione dei giardini.

«Ho chiesto al comandante Bonamico e ai nostri instancabili volontari che per questo fine settimana tamponino ancora la situazione -spiega il sindaco- ma è inconcepibile che dobbiamo mettere in campo un simile dispiegamento di persone e di risorse per riempire le piscine e irrigare a pioggia i giardini. Se il prossimo fine settimana o uno di quelli successivi Bolognano e la località Gazzi si ritroveranno senz'acqua, sappiano i concittadini che questo sarà avvenuto per riempire piscine private o per abbeverare i giardini di chi non fa la sua parte in una simile emergenza».

«Questo tavolo di lavoro terrà monitorata la situazione e si riunirà periodicamente finché l'emergenza non sarà passata -spiega l'assessore Nicola Cattoi - da parte sua il Comune di Arco già da giugno ha sospeso l'irrigazione degli spazi verdi con l'acqua potabile e porta avanti solo quella, limitata, con l'acqua del consorzio irriguo, e più di recente ha chiuso quasi tutte le fontane, non quella davanti al casinò perché va a ricircolo della stessa acqua del consorzio irriguo. Da anni poi si sta lavorando non solo al potenziamento continuo del sistema idrico, per il quale è stato fondamentale il nuovo ramale di 3.6 km realizzato nel 2014, che mette in collegamento il serbatoio al Cretaccio, alimentato dalla sorgente Sass del Diaol, all'abitato di Arco, senza il quale la situazione oggi sarebbe al collasso, ma anche all'eliminazione delle perdite dell'acquedotto, attuata per esempio nelle frazioni con il rifacimento della rete. Partiranno a breve i lavori a Bolognano, Moletta e Grotta».

La polizia locale è stata incaricata dei controlli, con particolare attenzione alla zona di Bolognano e Gazzi, e di accertare le violazioni, sanzionandole sulla scorta della recente ordinanza (da 50 a 300 euro). Le piscine che non si possono riempire sono quelle private, spesso fuori terra, che oltretutto vanno svuotate di frequente, mentre quelle di uso pubblico interrate (alberghi e campeggi), che consumano molta meno acqua e sono utilizzate da un elevato numero di utenti, possono rimanere in esercizio. Per quanto riguarda l'irrigazione potrà essere tollerata quella dell'orto compiuta con l'annaffiatoio, non quella di prati e giardini e mai utilizzando il classico tubo di gomma, che comporta consumi insostenibili.


 

comments powered by Disqus