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Trovato morto alla "Miralago"

stroncato da una overdose

Diego Gentile aveva 20 anni

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La droga torna a uccidere anche nell’Alto Garda, non succedeva da tantissimo tempo.

Un ragazzo di appena vent’anni nativo di Arco ma residente con la famiglia a Riva del Garda, Diego Gentile, è stato ritrovato ieri pomeriggio privo di vita all’interno della fatiscente (ma in qualche modo ancora accessibile) «Colonia Miralago».

Accanto al corpo senza vita una siringa e qualche residuo di polvere bianca, verosimilmente eroina; stretta in una mano della carta stagnola che potrebbe aver contenuto la droga o essere servita per fumare quel che rimaneva della sostanza stupefacente.
Sul drammatico decesso di un ragazzo appena ventenne (era del ‘99) stanno indagando i carabinieri della stazione di Riva che già nella serata di ieri hanno ascoltato i famigliari di Diego e che oggi trasmetteranno gli atti al sostituto procuratore Fabrizio De Angelis, titolare del fascicolo.

Sempre oggi il magistrato deciderà se disporre o meno l’autopsia.
L’epilogo drammatico di una vita così giovane. Aveva frequentato le scuole medie «San Nicolò» di Prabi e con la famiglia (genitori e fratello) aveva vissuto sino a pochi anni fa ad Arco, dove da adolescente era entrato a far parte anche se per un breve periodo degli allievi dei Vigili del Fuoco volontari, prima che tutti si trasferissero a Riva. Stando a quanto appurato dagli inquirenti le sue assenze da casa erano all’ordine del giorno e negli ultimi tempi il ragazzo si rifugiava spesso alla «Colonia Miralago».

Nel primo pomeriggio di ieri, non avendolo visto rincasare, il fratello ha avuto il sospetto che fosse accaduto qualcosa ed è andato a cercarlo praticamente a colpo sicuro. Ha percorso la stessa via di Diego per arrampicarsi al primo piano del complesso ed entrare da una delle tante finestre sfondate di quel rudere che un tempo era una colonia infantile. Lì la tragica scoperta. Il corpo di Diego era riverso a terra su un materasso e non dava segno di vita. A quel punto il fratello ha chiamato il 112 e pochi minuti dopo sono giunti sul posto carabinieri e Vigili del Fuoco, oltre al personale del cantiere comunale per aprire la porta di accesso principale al complesso.

L’esame del medico legale, il dottor Antonio Scalise, ha appurato che il decesso dovrebbe essere avvenuto tra le otto e le dodici ore prima.
Dopodiché non è rimasto altro da fare che rimuovere il corpo e trasportarlo alla cameria mortuaria al cimitero del Grez in attesa che oggi il pubblico ministero decida se disporre o meno l’esame autoptico.
Quanto resta della sostanza trovata vicino al corpo del povero ragazzo è stato inviato al nucleo scientifico dell’Arma di Laives per capire l’esatta composizione della sostanza stupefacente e se si trattava di una partita “tagliata male”.

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