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Arco, c'era tutta la città

per dire addio a Albino

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È come se ieri pomeriggio il tempo si fosse fermato nella comunità di Arco durante i funerali di Albino Marchi, storico patron di «Rock Master», anima del «Gran Carnevale» ed ex presidente di Amsa.
Una grande folla ieri ha voluto omaggiare Marchi, colonna portante della comunità arcense per tutto ciò che ha fatto e soprattutto per il segno, indelebile, che ha lasciato tra politica, sport e volontariato.


Come ha ricordato don Carlo Speccher durante la cerimonia funebre in chiesa Collegiata, «il nostro fratello Albino non ha perso tempo e ha sempre fatto del bene. Ha occupato bene i suoi 71 anni, fino alla fine. Innanzitutto, ha formato una bella famiglia, con sua moglie Maria e i suoi figli». Poi, ha osservato don Carlo, «si è dedicato al servizio di questa comunità e della città di Arco, che lui ha amato molto. Tutto quello che lui ha fatto, lo ha fatto con passione, competenza e con uno spirito di servizio per la collettività e per la sua, amata città. Mi permetto di elencare alcune cose: 33 anni anima del Rockmaster arcense, 28 anni alla guida del Gran Carnevale di Arco, 13 alla guida di Amsa, ex municipalizzata, per 3 anni assessore comunale. Si è poi dedicato al turismo e allo sport, è stato dirigente sportivo e stimato professionista. È entrato come operaio specializzato alla Hurt arrivando a diventare dirigente alla Dana, ricevendo l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Albino ha speso tutta la sua vita, con amore e per il bene della sua comunità. Grazie sincero Albino».
«In questi giorni riflettevo su quanto ha lasciato alla nostra comunità Albino Marchi - ha sottolineato il sindaco Alessandro Betta dall’ambone della Collegiata - camminavo per Arco e, guardandomi attorno, mi imbattevo in qualcosa che me lo ricordava. Oppure in posti dove mi era capitato di incontrarlo e di chiacchierare con lui. Mi è tornata in mente la sua voce, così calma, e allo stesso tempo pronta, all’occorrenza, a farsi sentire. Ho ricordato il suo sguardo, che che era una specie di carezza, anche quando dovevamo discutere. E ho pensato che ci sono persone così importanti, che hanno fatto talmente tanto, a cui assegni loro il valore che meritano, quando purtroppo si manifesta la loro assenza».

Mi è capitato di ricordare Albino di recente, ha osservato il primo cittadino, «quando a Palazzo Giuliani abbiamo voluto premiare i giovani atleti e la squadra Under 14 di Arco Climbing. Una squadra giovanile così forte ed appassionata, è il regalo più bello per una città come la nostra, conosciuta in tutto il mondo come capitale indiscussa dell’arrampicata sportiva. Va a coronare un sogno, che arriva da lontano, e che qualcuno ha pensato oltre 30 anni fa quando un gruppo di visionari ha deciso di scommettere sull’arrampicata. Pensavo naturalmente ad Albino e ai suoi amici, praticamente una famiglia; all’epoca non erano in tanti a sostenerli, anzi, ci fu chi li mise i bastoni tra le ruote. All’epoca ben pochi avrebbero immaginato le potenzialità di quell’idea e cosa sarebbe successo poi ad Arco, dal Rockmaster al mondiale, ma soprattutto la notorietà internazionale, con campioni di tutto il mondo che hanno fatto di Arco una meta celebre e ricorrente».

Albino, ha ricordato Betta, «aveva tante qualità, tutte assieme, alcune più strettamente umane, e chi l’ha conosciuto lo sa. Aveva la capacità di vedere lontano unita alla determinazione, la fiducia, la capacità di coinvolgere chi gli stava accanto. Qualità che servono tutte, altrimenti i sogni restano sulla carta. E Albino, queste qualità, le aveva tutte».

«Ti ho conosciuto come Albino presidente - ha raccontato Katia Giuliani, una delle sue colleghe di lavoro all’Amsa - hai sempre dato il valore alla persona e mai al personaggio, e questa era una tua caratteristica. Quando mi sono assentata dal lavoro, tu sei stato tra le persone che non mi hanno mai lasciato sola. Hai sempre condiviso con noi il tuo tempo, e hai fatto di quell’azienda la tua casa, di cui noi facevamo fortunatamente parte. Chiedevi, ascoltavi. E se anche una piccola cosa non andava bene, la sistemavi». <+firma_coda>R.V.<+testo>

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