Cani in spiaggia a Riva, speranze dal Tar

L'Enpa trentina torna sui divieti per i cani in spiaggia, e lo fa con una lettera inviata ai sindaci dei centri trentini citando una sentenza del TAR di Reggio Calabria che potrebbe diventare un precedente giuridico interessante anche per i centri della nostra provincia alle prese con le proteste di chi ha un cane. Proprio tra Riva e Torbole, qualche settimana fa, si era svolta una "marcia di protesta" con un'ottantina di persone presenti (con i loro cani)

L'Enpa trentina torna sui divieti per i cani in spiaggia, e lo fa con una lettera inviata ai sindaci dei centri trentini citando una sentenza del TAR di Reggio Calabria che potrebbe diventare un precedente giuridico interessante anche per i centri della nostra provincia alle prese con le proteste di chi ha un cane. Proprio tra Riva e Torbole, qualche settimana fa, si era svolta una "marcia di protesta" con un'ottantina di persone presenti (con i loro cani).

 

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«La scelta di vietare l'ingresso agli animali – e, conseguentemente, ai loro padroni o detentori – sulle spiagge destinate alla libera balneazione, risulta irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata» scrivono i giudici calabresi nella sentenza 225 del 28 maggio scorso che annulla l'ordinanza n. 9556 del Comune di Melito di Porto Salvo nella parte in cui vieta ai conduttori di animali di poter accedere alle spiagge libere durante la stagione balneare.
«Il ricorso - scrive il presidente Enpa, Antonio Mussi - è stato promosso da associazioni protezioniste e lamentava che l'ordinanza non contenesse una adeguata motivazione alla base del divieto assoluto di conduzione di animali sulle spiagge libere: sia che si tratti di ragioni legate all'igiene che di ragioni legate alla sicurezza dei bagnanti, esse si sarebbero potute adeguatamente tutelare attraverso specifiche disposizioni sui comportamenti dei padroni degli animali».
Per i giudici calabresi «l'amministrazione avrebbe dovuto valutare se sia possibile perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell'igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l'accesso in determinati orari, o individuare aree adibite anche all'accesso degli animali, con l'individuazione delle aree viceversa interdette al loro accesso».
La motivazione del provvedimento «avrebbe dovuto contenere una specifica giustificazione delle misure adottate, che consentisse di verificare il rispetto del principio di proporzionalità, poiché l'Autorità comunale avrebbe dovuto individuare le misure comportamentali ritenute più adeguate, piuttosto che porre un divieto assoluto di accesso alle spiagge. Di fatto tale limitazione alla libertà personale costituirebbe un limite non consentito alla libera circolazione degli individui».
Infine - spiega ancora Mussi - «il principio di proporzionalità  impone alla pubblica amministrazione di optare, tra più possibili scelte ugualmente idonee al raggiungimento del pubblico interesse, per quella meno gravosa per i destinatari incisi dal provvedimento, onde evitare agli stessi "inutili" sacrifici.
Per i motivi su esposti, la sezione ENPA per il Trentino chiede, cortesemente, ai sindaci se nei propri territori Comunali esiste il divieto di accesso ai cani alle spiagge e se intendono adeguarsi a quanto sentenziato dal TAR della Calabria».

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