Pergine, è nato il Comitato che vuole difendere il Fersina

di Daniele Ferrari
Tutelare e mantenere costante la portata d’acqua nel torrente Fersina, garantendo il deflusso minimo vitale nell’intero bacino e preservando il suo ecosistema naturale da ogni forma di degrado ed inquinamento. 
Punta a tutto questo il neo costituito Comitato per la tutela del torrente Fersina e dei suoi affluenti, che la scorsa settimana ha tenuto la sua prima riunione a Pergine. approvando lo statuto ed il direttivo, ma mettendo a punto anche le prossime iniziative concrete. 
 
Se lo scorso febbraio era stato il tecnico forestale ed apicoltore perginese Simone Petri a lanciare una prima petizione popolare sulla piattaforma internet «change.org», a metà novembre era stata l’associazione Pescatori Fersina e Alto Brenta (con l’Unione Pescatori Trentini) a lanciare un grido d’allarme su portata e salvaguardia ambientale del tratto perginese della Fersina, richiamando l’attenzione di servizi provinciali e dei titolari delle diverse concessioni.
 
Ora, dopo anni di impegni e promesse mancate, un primo passo concreto di attenzione e partecipazione popolare per salvaguardare uno dei corsi d’acqua più significativi: simbolo dell’intera Valle dei Mòcheni, del territorio perginese ma anche della parte nord-est di Trento, ma utilizzato per fini e derivazioni diverse (ittico, idroelettrico, agricolo) e spesso privo di una salvaguardia più puntuale.
 
«Il Comitato nasce con la volontà di esaminare ed approfondire, anche da un punto di vista tecnico e scientifico, cosa sta effettivamente succedendo alla portata del bacino della Fersina - spiega Simone Petri nominato nuovo presidente del Comitato a tutela del torrente e dei suoi affluenti - vogliamo partire da dati certi, scientificamente raccolti e valutati, per capire se e quanto il deflusso minimo vitale (2 litri/secondo per Kmq), previsto dal piano di tutela provinciale (Pguap), sia garantito in tutto il bacino della Fersina, mettendo in luce i casi di degrado, inquinamento o sfruttamento non rispettosi dell’ecosistema fluviale».
 
Comitato perginese aperto a varie sensibilità e punti di vista (pur rimanendo distante da gruppi e movimento politici), e che intende operare in stretta sinergia con il Comitato permanente per la difesa delle acque trentine che nel 2017 ha intensificato la sua attività a salvaguardia del deflusso minimo vitale e dell’ecosistema di molti corsi d’acqua trentini, unendo nove gruppi di ambientalisti, pescatori e associazioni locali.
 
«Presenteremo i nostri obiettivi ed impegni durante una conferenza stampa che terremo a breve a Pergine in accordo con il Comitato permanente trentino - spiega Simone Petri - intendiamo garantire un’informazione capillare alla popolazione, assicurare l’ascolto e la partecipazione di tutti alla nostra realtà, ma mettere in campo anche strumenti concreti e più vincolanti per ridare acqua e vita al torrente Fersina. E’ importante garantire il suo deflusso minimo vitale, prevenendo e denunciando ogni forma di inquinamento sia del bacino sia degli affluenti (nel Silla e nel Rio Negro non sono mancati in passato gravi episodi di degrado e morie di pesci)».
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