Villa Rosa, pavimenti troppo scivolosi Oltre 240mila euro per «grattarli»

di Giorgia Cardini

A norma, certificati, ma potenzialmente scivolosi. Parliamo dei pavimenti in marmo dell’ospedale Villa Rosa, posati tra metà anni Novanta e il 2010 negli atri e sulle scale dei blocchi che costituiscono il complesso sanitario e dei pavimenti in ceramica stesi in tutti i bagni.

Anche se in oltre tre anni dall’apertura della struttura riabilitativa non si sono registrati incidenti particolari (solo un paziente è caduto, ma per altri motivi), l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha pensato che sia meglio prevenire che curare. E il direttore dell’Area tecnica, Giuseppe Comoretto, al termine di una accurata verifica tecnica, ha approvato a fine gennaio una perizia per lavori di somma urgenza da 243.107,14 euro, anche se la spesa effettiva sarà probabilmente inferiore, visto l’importo a cui sono stati affidati i lavori.

Praticamente, verranno trattati con una sostanza acida quasi 12.000 metri quadrati di superficie interna (gli atri di tutti i piani, le scale e i bagni), per aprire i pori del materiale posato al momento della costruzione. Come detto, non si tratta di una necessità dovuta all’entrata in vigore di nuove regole, che abbiano mandato fuori norma i pavimenti posati: anzi, i saggi effettuati in questi mesi hanno confermato che la certificazione fornita dall’impresa che all’epoca fece i lavori è ancora valida.

In sostanza, la legge (il decreto ministeriale 236 del 1989, anteriore alla costruzione del Villa Rosa) richiede negli ambienti pubblici un coefficiente di attrito minimo di 0,40, sia in condizioni di pavimento asciutto che bagnato, per poter certificare che la superficie è antisdrucciolevole. Per la ceramica, inoltre, l’indice di scivolosità ora si misura con l’apposizione di un peso su una piastrella inclinata, addirittura quando questa è bagnata con acqua saponata.


Al Villa Rosa, i sondaggi effettuati per verificare lo stato dei pavimenti interessati hanno dato come risultato un coefficiente tra 0,41 e 0,42. Addirittura, i marmi degli atri e delle scale, quando sono bagnati, hanno un coefficiente di 0,62: un valore altissimo. Ma proprio la vicinanza al limite minimo in condizioni di asciutto è considerata rischiosa, spiegano al Servizio tecnico del Villa Rosa, perché in caso di scivolate, la causa legale è pressoché certa con possibili conseguenze monetarie anche importanti. Insomma, meglio spendere duecentomila euro per portare marmi e piastrelle a un coefficiente di attrito minimo di 0,48-0,50 che sobbarcarsi il pericolo di risarcimenti più ingenti, pur se solo eventuali.

A seguito di confronto tecnico economico cui sono state invitate tre imprese, i lavori sono stati affidati alla ditta Per-Chi snc di Pergher Danilo & C. di Castello Molina di Fiemme per 186.054,82 euro, compresi oneri per la sicurezza, più Iva. Inizieranno la prossima settimana e, vista l’ampiezza della superficie interessata e il fatto che l’ospedale è funzionante, dureranno qualche mese.
L’impresa che ha vinto l’appalto dovrà garantire per 10 anni anche la manutenzione: fondamentali per mantenere nel tempo le caratteristiche del trattamento sono infatti anche le cure successive.

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