Nonni più vispi e allegri con i social network

L’informatica di base, l’uso dei vari dispositivi che utilizzano la rete, le potenzialità e i rischi di internet possono essere trasmessi anche alla «terza età» ed entro le stesse strutture e realtà protette. Ne è convinto Francesco Bindi, divulgatore ed educatore di origini toscane, ma da tempo residente in Valsugana e in Val dei Mocheni, che dal 1995 ha dato vita ai «Laboratori informatica ludica» coinvolgendo scuole, giovani, categorie professionali ed ora anche tanti adulti. 
 
«Nei corsi svolti con l’Università della terza età (Utetd) o con le biblioteche ho conosciuto tanti “Nonni 3.0” (mi piace definirli così) - spiega Francesco Bindi - persone autosufficienti, ben inserite e attive nel loro ambiente sociale, in grado di utilizzare Facebook o Twitter per amicizie, nuovi contatti, scambiarsi auguri virtuali, filmati o appuntamenti, e consultare il meteo con il proprio smartphone o il tablet. Il tutto però senza conoscere sino in fondo potenzialità, ma anche rischi e truffe in cui si può incappare, utilizzando anche solo gli sms o Whatsapp». 
 
Di qui l’impegno e la volontà di far conoscere l’informatica e il mondo virtuale di internet e dei social network non solo con corsi o lezioni ad hoc, ma anche negli «incontri al bar» (due corsi partiranno a breve al bar Milordo a San Felice e al Bar Belvedere di Fierozzo) e nelle stesse strutture protette di Pergine e Nomi. «Nelle Rsa pur in presenza di persone con varie patologie, possiamo affrontare piccoli percorsi di autonomia - spiega ancora Francesco Bindi - dei moduli, che in accordo con il personale e gli strumenti tecnologici già attivati, offrono alla persona anche parzialmente o non autosufficiente diversi stimoli, per trascorrere momenti positivi e riflettere su quanto visto, discusso o immesso web. Percorsi che possono aiutare a sfruttare le proprie capacità intellettive e mnemoniche, prevenendo o ritardando forme e patologie di demenza senile (il numero degli anziani affetti da Alzheimer è in continua crescita con ben 190 nuovi casi in Trentino ogni anno e circa 7500 pazienti)». 
 
«Già oggi in alcune realtà e strutture vengono utilizzati software e progettazioni per stimolare e favorire partecipazione sociale, comunicazione, riabilitazione e mantenimento delle autonomie tra le persone non autosufficienti - conclude Bindi - ma internet permette anche alla terza età di avvicinarsi alle opportunità della navigazione e della posta elettronica, rivedere un filmato o immagini del passato con youtube e googlemaps, “scaricando” testimonianze, cartine, foto, canzoni, video, testi che appartengono alla storia e al vissuto dell’anziano. La gioia più grande è stato permettere a una signora, da tempo ospite nella Rsa di Pergine, di rivedere in tempo reale le immagini e i colori del suo paese natale collegandosi direttamente ad una web-cam installata sul sito del comune (Baselga). Il web può davvero aprire prospettive e orizzonti nuovi a tutte le età, l’importante è conoscerlo e utilizzarlo sapientemente e con alcune piccole attenzioni».

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