Pergine, per il castello ci vogliono 31 milioni

Il consulente delle famiglia Oss: aperti a cordate e investitori stranieri

di Daniele Ferrari

 
Un maniero dall’inestimabile valore storico e architettonico, un simbolo per la città di Pergine e l’intera Valsugana, e ora una «operazione di mercato» che può raggiungere i 31 milioni di euro.
 
Il possibile cambio di gestione e proprietà di Castel Pergine, annunciato da una lettera dei gestori Verena Neff e Theo Schneider e confermato dagli attuali proprietari, la moglie e alle figlie di Mario Oss, sta scuotendo la comunità di Pergine, sollevando domande, interrogative e futuribili scenari.
Nel 1956, giusto 60 anni fa, il maniero passava da una società tedesca (che aveva tentato una frettolosa opera di restauro) a Mario Oss, svizzero e discendente da una famiglia di emigrati di Pergine, che lo acquistava per una somma attorno ai 16 milioni di lire con l’intenzione di renderlo accessibile a tutti, valorizzando albergo e ristorante (anche oggi per entrare al castello non serve un biglietto, a differenza di molte fortezze o palazzi trentini). 
Nel 1994, dopo la morte di Mario Oss, la proprietà di Castel Pergine è stata assunta dalla moglie Isabelle Oss-Ringold e dalle tre figlie Cornelia Oss, Barbara Benz-Oss e Anna Katharina Oss Affolter, le quali non hanno figli o discendenti in linea diretta.
 
«Questa è una delle principali motivazioni che hanno spinto la signora Oss e le figlie ad avviare un percorso per cedere la proprietà del maniero - spiega al telefono Mirco Riondato, immobiliarista e consulente amministrativo di Zurigo, che sta seguendo i rapporti tra proprietari, gestori e nuovi possibili acquirenti -; la famiglia Oss è molto legata a Castel Pergine, e sin qui ha sempre assicurato il suo apporto finanziario nella gestione. Ora, visto il probabile cambio gestionale, è arrivato il momento per valutare nuove offerte e sondare le disponibilità del mercato, garantendo la continuità ad albergo e ristorante, e l’apertura al pubblico». 
 
Da qui l’invio di un ampio dossier a Comune di Pergine e Provincia e di una lettera aperta (in italiano e tedesco) a clienti e visitatori. Con quali intenti?
«Ci rendiamo conto delle difficoltà del mercato immobiliare, dei vincoli posti da Sovrintendenza e uffici provinciali e della scarsità di risorse pubbliche (in Trentino altri cinque castelli stanno cercando un nuovo padrone, mentre la Provincia ha già fatto sapere di non avere risorse adatte a tale scopo, ndr). La famiglia Oss ritiene però sia questo il momento giusto per avviare un sondaggio ed un’analisi di mercato visto che il maniero è molto noto e frequentato (anche dalla clientela straniera) e, grazie all’attuale gestione, offre tante iniziative culturali e promozionali».
 
Un’offerta di mercato accompagnata anche da una prima stima ed un prezzo indicativo?
«La proprietà è molto ampia e comprende, accanto al compendio del castello, molti ettari di bosco, prati e terreni. Un prezzo di vendita vero e proprio non è stato ancora determinato, simili realtà posso raggiungere un valore sino a 31 milioni di euro, altri castelli sono passati di mano per molto meno».
 
Esiste già un’ipotetica categoria di acquirenti?
«Investire oggi in Italia non è facile, dati i pesanti vincoli fiscali e burocratici. La nostra offerta è rivolta sia ad enti e cittadini italiani, sia a possibili investitori esteri, non escludendo l’interessamento di realtà o cordate internazionali».
 
Un’operazione che potrebbe chiudersi in quali tempi?
«Sino a tutto il 2017 rimarrà questa gestione e l’attuale assetto proprietario. Dopo l’invio di tale dossier e lettera informativa non sono previste a breve altre iniziative o proposte sul mercato. Certo la volontà di vendere della famiglia Oss non cambia, e per il futuro di Castel Pergine si sta aprendo una nuova pagina».

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