Lago di Caldonazzo, niente stato di calamità

Nessuno stato di calamità per le spiagge del lago di Caldonazzo, ma solo un monitoraggio attento, salvaguardando naturalità e stagionalità delle sue spiagge. Scende lentamente (non più di un centimetro al giorno) il livello delle acque del bacino della Valsugana, ma restano in gran parte «sott'acqua» le spiagge ed i giardini della zona di San Cristoforo

di Daniele Ferrari

244.JPGSAN CRISTOFORO - Nessuno stato di calamità per le spiagge del lago di Caldonazzo, ma solo un monitoraggio attento, salvaguardando naturalità e stagionalità delle sue spiagge. Scende lentamente (non più di un centimetro al giorno) il livello delle acque del bacino della Valsugana, ma restano in gran parte «sott'acqua» le spiagge ed i giardini della zona di San Cristoforo, mentre il servizio provinciale Bacini montani sta approntando le pompe idrovore nei pressi del by-pass verso l'emissario del Brenta, le quali non entreranno subito in funzione.

 

«Il livello idrometrico del lago è attualmente di circa 129 centimetri e nelle ultime 24 ore il livello delle acque è sceso spontaneamente ed in modo naturale di un paio di centimetri. - ha spiegato il dirigente del servizio Bacini montani  Roberto Coali  - Gli interventi effettuati in autunno nei pressi dell'emissario stanno dando i loro frutti. Abbiamo registrato un picco di 133 centimetri, ma la situazione è ora sotto controllo e può essere pienamente tollerata per questo periodo».


Nei gironi scorsi gli addetti della Provincia hanno posizionato le tubature per una prima pompa idrovora, ma si tratterebbe solo di un'operazione precauzionale. «Prima di ogni intervento che può alterare la naturalità del lago si deve valutare il periodo stagionale e le previsioni meteo del breve-medio periodo - spiega ancora il dirigente provinciale Coali - visto il periodo invernale e lo scarso utilizzo delle spiagge è tollerabile che in parte siano coperte dalle acque (diversa valutazione verrebbe fatta in estate anche per questioni di sicurezza). Le previsioni meteo confermano come le temperature in quota si stiano abbassando, con gelate tipiche del periodo, e le precipitazioni attese non siano di grande intensità. Il livello del lago non dipende solo dai millimetri di pioggia caduta, ma da molti fattori (vento, intensità della pioggia, precipitazioni in quota). Nell'ultimo weekend di pioggia il lago è salito solo di un paio di centimetri a fronte di 20 millimetri di pioggia caduti».

 

Rassicurazioni che possono soddisfare solo in parte gli operatori economici e gli utenti che sfruttano e vivono tutto l'anno il lago di Caldonazzo. «Siamo in febbraio ed un parziale allagamento delle spiagge è possibile, stiamo monitorando e valutando con attenzione la situazione anche sul lago di Levico e di Garda (anche questi attualmente sopra la media del periodo) - conclude il dirigente Roberto Coali - certe strutture ricettive sono state costruite nell'alveo d'oscillazione delle acque (appena 10-15 centimetri sopra la quota di piena ordinaria ricalcolata ogni 5 anni). In questo caso un possibile allagamento può essere simile al rischio d'impresa. Non esistono situazioni d'emergenza, due pompe idrovore sono state collocate ma il pompaggio non è per ora previsto e potrebbe essere attivato nei prossimi mesi, solo in situazioni simili allo scorso anno (quando il livello idrometrico raggiunse 1,6 metri)». 

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