Furto di «corna» nell'appartamento in ristrutturazione

La casa era in ristrutturazione e all'interno i mobili e le suppellettili erano rimasti così come li aveva lasciati il proprietario, prima di morire. Ma proprio in occasione dei lavori di sistemazione dell'immobile, il figlio del defunto aveva notato che qualcosa non andava: dalle stanze ogni tanto spariva qualcosa. Gli oggetti «mancanti» - fra questi, anche due corna di cervo - non erano di valore dato che in quell'abitazione non era stato lasciato nulla che potesse attirare i malintenzionati. Tanto più che, per agevolare l'ingresso degli operai e permettere sopralluoghi dei tecnici anche al di fuori delle ore di apertura del cantiere, la chiave della casa era stata lasciata all'esterno, in una sporgenza. 

Ma qualcuno evidentemente si era intrufolato nell'edificio con l'intenzione di rubare. Il figlio del defunto si è pure imbattuto nel presunto ladro, trovandolo un giorno all'interno dell'abitazione e seguendolo mentre usciva dalla porta secondaria. L'ha riconosciuto: era un sessantenne suo compaesano, nonché coetaneo. Dalla casa mancavano le corna di cervo, due tazze e tre utensili in legno, un bossolo in ottone della prima guerra mondiale ed uno scaldaletto in rame. Oggetti che, pur non avendo una quotazione precisa, potrebbero essere valutati discretamente da collezionisti.

La denuncia risale allo scorso anno. La vittima del furto aveva presentato querela nei confronti del presunto ladro e la vicenda, accaduta in val di Sole, ora finisce in tribunale. Nei prossimi giorni l'imputato, difeso dall'avvocato Marcello Paiar, sarà chiamato davanti al giudice per difendersi dell'accusa di furto.

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