Fai, pochi eventi d'estate Il sindaco: serve uno scatto

Alla sera Fai diventa una sorta di paese fantasma e così i turisti se ne vanno ad Andalo dove c’è più vita e divertimento. Sono tanti che la pensano in questa maniera, accusando amministratori e operatori economici di fare poco o nulla per vivacizzare il paese, almeno nel periodo di maggiore afflusso turistico. Ma il sindaco, Gabriele Tonidandel, respinge le accuse e dimostra che Fai non è quel «paese fantasma» che alcuni vorrebbero far credere. Insomma: anche sui social network è esplosa la polemica contro l’amministrazione comunale che nulla fa per animare il paese e renderlo più accogliente. 
 
Però, che c’entra il Comune? Ogni giorno il consorzio Fai Vacanze propone vari intrattenimenti per il tempo libero, con il supporto dell’amministrazione. Peraltro, Fai non ha un assessore al turismo; come mai in un paese turistico non esiste questa figura? Semplice: la riforma istituzionale, riducendo i componenti di giunta, consente a Fai di avere un esecutivo formato solo da sindaco, vicesindaco e un assessore. Però, come evidenzia il sindaco Tonidandel, le competenze sono state affidate al consigliere delegato Maurizio Giuliani, vicepresidente dell’Apt e rappresentante comunale in seno al consorzio Fai Vacanze. 
 
Ma che può fare un’amministrazione comunale per contribuire alla promozione della località, se non sfornare qualche suggerimento, quando i tagli alla spesa pubblica hanno ridotto al lumicino gli investimenti sul turismo? E poi non dimentichiamo che Fai possiede poco più di una dozzina di strutture alberghiere, pressappoco un quarto di quelle esistenti nella vicina Andalo. Il che significa meno entrate tributarie e un budget risicato a disposizione di Fai vacanze, il consorzio che vive sulle quote versate dagli operatori turistici. 
 
«Ognuno ha la libertà di esprimersi come vuole - replica alle accuse di immobilismo il sindaco Tonidandel - ma è da sei anni che stiamo lavorando per sistemare e abbellire i sentieri, realizzare nuove passeggiate e investire sul territorio a favore del turismo, come, ad esempio, il completamento del Giro alla Capannina, la passeggiata più frequentata dai turisti. Cito solo che nel bilancio di quest’anno abbiamo inserito la progettazione per la riqualificazione del centro storico, soprattutto per quanto concerne l’arredo urbano. Già abbiamo riqualificato, e tutti l’hanno notato, l’ingresso Nord del paese e le scarse disponibilità finanziarie ci consentono di fare solo un passo alla volta». Le lamentele riguardano, però, la mancanza di vita in paese.
 
«L’amministrazione funge da supporto alle iniziative dei privati, ma se ci sono pochi negozi non è colpa nostra. Noi agevoliamo l’apertura di nuove attività; ad esempio, per il nuovo supermercato della Famcoop abbiamo contribuito con lo snellimento della parte burocratica. Anche sul Museo delle arti e dei saperi abbiamo fatto la nostra parte e i risultati si vedono dal costante aumento di visitatori. Noi, come amministrazione, siamo disponibili a metterci in gioco. Ma invitiamo anche il paese a mettersi in gioco: senza questo salto culturale, non potranno mai crescere gli standard di qualità che un turismo, sempre più esigente, oggi richiede». 
Suggerimenti e proposte?
«Invito tutti i nostri operatori a unirsi e lavorare nella stessa direzione. Ormai siamo agli sgoccioli della stagione turistica e, come amministrazione, stiamo pensando di organizzare un’assemblea con tutti gli operatori per confrontarci, trovare un momento di sintesi e cercare soluzioni per il futuro. Senza sinergia tra operatori e amministrazione viene a mancare quella spinta culturale necessaria per rendere più accogliente il paese. Ognuno deve fare la sua parte, c’è molto da fare e non è cercando la polemica che si aiuta il paese a crescere. Anch’io ho letto i commenti sui social network, ma vi assicuro che la maggioranza dei cittadini non la pensa così.
Non si possono fare confronti con Andalo e Molveno che hanno molti più alberghi e dove i negozi osservano anche l’apertura serale e festiva. Se non cambiamo mentalità, senza questo, che io definisco un necessario scatto culturale, è impossibile concretizzare tutti i buoni propositi che ognuno esprime solo a parole».

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