I cavalli di Alessandra tra passione e scienza

di Denise Rocca

C’è chi fin da bambino ha un sogno e lo persegue con tenacia tanto che da grande, quel sogno diventa realtà e una professione amatissima. È questa la storia di Alessandra Ariasi, quarantenne veterinaria originaria di Storo che ha fatto della sua passione per i cavalli un lavoro, diventando uno dei pochi veterinari ad occuparsi esclusivamente di equini in Italia.

«È una passione e un sogno che coltivo fin da bambina quello di fare la veterinaria - racconta oggi Alessandra - da quando a 10 anni ho iniziato a montare nei paesi vicino casa, in Val di Ledro, a Roncone e a Lardaro. Poi i miei genitori mi hanno comperato il cavallo e la passione è cresciuta, con gli anni»

Un percorso che è sempre stato chiaro: prima il liceo scientifico a Tione, poi l’iscrizione alla facoltà di veterinaria a Padova ed esperienze all’estero per affinare tecniche e conoscenze.
Anche un corso negli Stati Uniti, in West Virginia, per diventare dentista e il tirocinio in una clinica equina di Villafranca. «Oggi il mondo veterinario richiede di dedicarsi ad un’area di interesse specifica - spiega - di essere sempre più competenti su una specie animale, così ho scelto la mia grande passione per gli equini».

Con un furgone attrezzato Alessandra compie visite a domicilio, nel campo equiatra si occupa di medicina d’urgenza, interna, piccola chirurgia, riproduzione e, appunto, odontoiatria, una particolare attenzione nata soprattutto negli ultimi anni. «Pochi in Italia si occupano esclusivamente di equini, e l’importanza della salute della bocca è abbastanza emergente - racconta Ariasi - c’è una parte sul campo che è soprattutto di prevenzione, e una chirurgia che invece si fa in clinica. Si è scoperto negli ultimi quindici anni circa che è molto importante, diventando essenziale un controllo all’anno e specifiche cure per il mondo sportivo, ma anche per chi possiede animali e cavalca in maniera amatoriale. Il cavaliere conduce il cavallo attraverso testiera e briglia nello sport, se ci sono per esempio problemi di masticazione possono verificarsi molti inconvenienti, anche gravi, dalla risposta ai comandi del cavaliere, a dolori durante la performance che la limitano e comunque limitano il benessere animale».

Oggi Alessandra esercita la libera professione e fra le sue amorevoli e competenti mani passano oltre agli asinelli e i pony delle famiglie comuni anche i campioni del mondo sportivo. «Mi occupo per esempio di cavalli che fanno “endurance”, ovvero gare su lunghe distanze, partendo da 30 chilometri fino a 160 chilometri al giorno. I cavalli vengono controllati durante il percorso per verificare che stiano bene e in situazioni di necessità fermati e ricoverati in clinica. Ma quando curo un cavallo non guardo i suoi risultati sportivi, ma solo il suo benessere. Mi dà tanta emozione e soddisfazione anche quando lavoro con gli asinelli nelle fattorie didattiche che si occupano di onoterapia con i ragazzi disabili, psichici o fisici e sicuramente uno dei miei obiettivi è diffondere la cultura che controlli al proprio animale non sono solo per gli sportivi ma per tutti, per il loro benessere. Ci sono molti accorgimenti di cui tanti proprietari non sono consapevoli».

I segreti di una professione poco conosciuta sono tanti, ma il primo è il lavoro di squadra: «Io, il cavallo e il proprietario, se la collaborazione funziona, va tutto bene - spiega Ariasi -. Poi ci sono tecniche e accorgimenti, i cavalli hanno un linguaggio loro, ci si approccia di lato, tenendo lo sguardo un po’ basso, allungando la mano piano e guardando quale è la reazione, quindi modulando la comunicazione a seconda delle risposte che si hanno, Poi ci sono posture specifiche per quando si lavora magari con un trapano per operare in sicurezza. Non sono un addestratore ma un medico, quindi mi affido anche al proprietario per tenere tranquillo e a suo agio l’animale».

Mai avuto dubbi su una scelta così peculiare? «In tanti mi chiedono perchè non ho scelto cani e gatti - sorride Alessandra - ma in realtà la popolazione di cavalli non è così poca come sembra, è un mondo un po’ nascosto, magari, ma uno sport che non è in declino, anzi. Molti ragazzini si avvicinano all’equitazione. E poi sono abbastanza determinata e ho avuto un buon maestro che mi ha insegnato l’approccio giusto, anche ad essere pronta al fatto che all’inizio avrei magari avuto un cliente a settimana».

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