Pieve di Bono, indignazione per lo sparviere impallinato

Lo definisce «un grave fatto», Sergio Merz, presidente della Lega protezione degli uccelli, quello avvenuto lunedì quando un esemplare di sparviere maschio, è stato impallinato da un bracconiere nella zona di Pieve di Bono

sparvierePIEVE DI BONO - Lo definisce «un grave fatto», Sergio Merz, presidente della Lega protezione degli uccelli, quello avvenuto lunedì quando un esemplare di sparviere maschio, è stato impallinato da un bracconiere nella zona di Pieve di Bono.

 

«I pallini da caccia - dice Merz - evidenziati dalle radiografie, confermano un malcostume venatorio, un'ennesima dimostrazione di come si spari ancora ai rapaci malgrado siano tutelati dalle legge provinciali, nazionali ed europee. Questo genere di illecito aumenta quando si apre la caccia agli uccelli migratori e da capanno». Lo sparviere, che presentava la frattura esposta del radio e dell'ulna dell'ala destra e metacarpo sinistro e altri pallini nel resto del corpo, non è sopravvissuto alle ferite.

 

«Da considerare che solo una minima parte dei reati contro il patrimonio faunistico sono conosciuti (la punta di un iceberg) e più dell 80% sono commessi da cacciatori con regolare licenza. Il bracconaggio è da considerare ancora una grave piaga per la fauna selvatica, anche in Trentino, un maggior potenziamento di uomini e mezzi sarebbe necessario».

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