Bracconieri armati di frecce e balestre

Il tutto è accaduto qualche notte fa nella zona fra Pieve di Bono e Lardaro, in località Capriolo per chi conosce il luogo, che già come nome è evocativo. Da tempo i forestali sono in allerta, anche perché con l'arrivo del freddo vero e della neve i cervi si abbassano dall'alta montagna verso il fondovalle, e le occasioni per gli amanti della carne si fanno ghiotte. È così che parte un'operazione anti bracconaggio, che consiste prevalentemente in un monitoraggio costante del territorio, ben sapendo che le tentazioni sono bestie difficili da domare. Ed ecco che nella rete qualcuno si è impigliato

balestraVALLE DEL CHIESE - Poveri animali! Da quando l'uomo ha inventato le armi da fuoco devono combattere una guerra impari per salvare la pelle. E ovviamente non la salvano quasi mai. Ora, come non bastasse, arrivano pure le tecnologie, che non li lasciano in pace nemmeno di notte. Questo il commento che viene alle labbra dopo la retata effettuata dalla Guardia forestale di Pieve di Bono, dai guardacaccia e dai custodi forestali della zona, nella quale sono stati pescati due bracconieri.
I loro nomi non si conoscono: si sa solo che abitano nell'alta valle del Chiese. Di certo si sa che non avevano la classica doppietta (ormai preistoria, si direbbe, per chi vuole fare sul serio), ma erano armati di balestra con puntatore laser, visori notturni e frecce con punte specifiche per colpire gli animali. Un'arma completamente silenziata, anche perché il colpo di fucile nella valle di notte si ode a distanze abbastanza ragguardevoli.


Arma sequestrata e detentori segnalati alla Magistratura, che dovrà pensare a come trattare la loro fedina. Il tutto è accaduto qualche notte fa nella zona fra Pieve di Bono e Lardaro, in località Capriolo per chi conosce il luogo, che già come nome è evocativo. Da tempo i forestali sono in allerta, anche perché con l'arrivo del freddo vero e della neve i cervi si abbassano dall'alta montagna verso il fondovalle, e le occasioni per gli amanti della carne si fanno ghiotte. È così che parte un'operazione anti bracconaggio, che consiste prevalentemente in un monitoraggio costante del territorio, ben sapendo che le tentazioni sono bestie difficili da domare. Ed ecco che nella rete qualcuno si è impigliato.


Pochi giorni fa, nottetempo, veniva notata una macchina che procedeva lentamente su una stradina interpoderale. A bordo due uomini: l'autista e il passeggero. Che non si trattasse di due amici in cerca di un luogo appartato si è capito dal fatto che l'auto aveva il tettuccio aperto dal quale spuntava il puntatore laser.

 

A quel punto si è deciso di intervenire, bloccando l'auto e perquisendola. Risultato: è saltata fuori l'artiglieria tecnologica. Perciò i due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. Oltre alle armi, i due bracconieri avevano anche strumenti segnaletici in grado di far trovare l'animale al buio, una volta ucciso. Insomma, una dotazione ultra moderna, che denota, come dicono gli addetti ai lavori, «una determinazione che non può fermarsi alla pura battuta di caccia una tantum, così, per passare una notte e mettere nel freezer il cervo per Natale».

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