TRENTO. Quattro elettrodotti ad alta tensione, cinque tralicci e una conduttura del gas hanno finora reso quell’area difficile da utilizzare. La Provincia prova ora a trasformare proprio quei vincoli in un’opportunità, destinando circa 25 mila metri quadrati di terreno alla produzione di energia rinnovabile. Alla Vela, su una proprietà di Trentino Trasporti stretta tra l’Adige, la statale 12 e l’A22, è previsto un nuovo campo fotovoltaico pubblico. Il progetto approda alla Valutazione di impatto ambientale (Via), aprendo una nuova fase dell’iter autorizzativo.

L’intervento prevede tre impianti, per una potenza complessiva di 1.497,6 kWp e una produzione stimata di 1.777.142,32 kWh all’anno. L’energia, secondo il progetto, sarà interamente destinata alle utenze dei soggetti coinvolti attraverso una configurazione di autoconsumo diffuso a distanza. L’obiettivo è quindi utilizzare direttamente la produzione per contribuire a ridurre la spesa energetica degli edifici pubblici.

È questo uno degli aspetti su cui insiste l’assessore provinciale all’Energia Mattia Gottardi. «Oltre a favorire l’autonomia e la resilienza energetica locale, il progetto punta anche a trasformare un’area altrimenti difficilmente utilizzabile in una risorsa per la collettività. I risparmi ottenuti potranno liberare risorse da destinare ad altri servizi per i cittadini», spiega l’assessore.

Il terreno individuato si trova in località Centa, in una fascia compresa tra il corso dell’Adige, la statale 12 e l’autostrada del Brennero, ed è oggi in condizioni di semi-abbandono. La presenza delle linee elettriche limita fortemente le possibilità di insediamento e rende difficoltosa anche la costruzione di nuovi fabbricati. Il progetto nasce dunque anche dalla necessità di dare una funzione a uno spazio che, per le sue caratteristiche, difficilmente potrebbe essere destinato ad altri usi.

Sul fronte ambientale, le stime indicano un risparmio di circa 449,6 tonnellate di CO2 ogni anno. Il dato viene rapportato nel progetto alla funzione ecosistemica di circa 22.480 alberi. Numeri che si aggiungono al vantaggio legato alla produzione locale di energia da fonte rinnovabile.

L’impianto, però, dovrà inserirsi in un contesto paesaggistico particolarmente delicato. Per questo i progettisti hanno scelto di non privilegiare l’orientamento che garantirebbe la maggiore resa dei pannelli. Le file dei moduli saranno disposte da nord-ovest verso sud-est, seguendo l’andamento naturale dell’Adige. Una soluzione che comporterà una produzione leggermente inferiore rispetto a un orientamento verso sud, ma che dovrebbe favorire l’integrazione dell’opera nel paesaggio.

Attorno al campo è inoltre prevista una siepe con la funzione di ridurne la visibilità dalla viabilità circostante. La sistemazione dell’area consentirà anche di gestire più efficacemente la vegetazione, evitando che gli alberi ad alto fusto possano interferire con gli elettrodotti.

«Si tratta di un progetto, attualmente nella fase di Via e dunque aperto alla raccolta di osservazioni e contributi», sottolinea Gottardi, che lo considera un intervento capace di «favorire la transizione energetica» creando al tempo stesso benefici ambientali ed economici.

La realizzazione non è dunque ancora definitiva: il progetto è attualmente nella fase di fattibilità tecnico-economica e dovrà completare l’iter previsto dalla Valutazione di impatto ambientale. Il passaggio alla Via rappresenta però il primo snodo concreto per trasformare un’area oggi difficilmente utilizzabile in una superficie destinata alla produzione di energia per il patrimonio pubblico.