TRENTO. Numeri autentici, di uffici postali, filiale bancarie, comandi e uffici delle forze dell'ordine. Numeri autentici che compaiono sullo schermo delle inconsapevoli vittime, che non possono sapere che dall'altro lato del telefono ci sono invece truffatori.

È lo spoofing, il termine tecnico con il quale si identifica la tecnica con cui i truffatori informatici, utilizzando la tecnologia Voip (Voice over internet protocol) o un telefono Ip con Voip, che trasmette le chiamate sulla rete internet, telefonano nascondendosi dietro a dei reali numeri di telefono che riescono a far comparire sul numero del destinatario della chiamata.

Un fenomeno purtroppo non nuovo, ma che nelle ultime settimane sta tornando in auge anche in Trentino, dove sono arrivate numerose segnalazioni alle forze dell'ordine e alla polizia postale.

Di fronte a questo nuovo ostacolo in più in grado attaccare la capacità delle vittime - soprattutto fragili, come gli anziani - di comprendere quando stanno correndo il rischio di essere truffati, non resta che diffidare sempre del contenuto della telefonata stessa. Ricordando che le forze dell'ordine non chiamano mai per chiedere soldi, tantomeno per ipotetiche cauzioni a favore di familiari coinvolti in incidenti, dato che in Italia la cauzione non è un istituto previsto.

E neppure per interventi medici: per fortuna il Sistema sanitario nazionale soccorre e opera chiunque senza prima chiedere denaro. Diffidare, diffidare sempre dunque da chiunque - anche presentandosi come il più rispettabile degli interlocutori - vi chieda denaro al telefono, soprattutto se lo fa con grande urgenza.