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BOLZANO. Ötzi non dovrà più necessariamente essere spostato dalla sua cella frigorifera per essere studiato nei minimi dettagli. L'Uomo venuto dal ghiaccio ha ora un vero e proprio gemello digitale, un modello tridimensionale ad altissima precisione che permette di osservare insieme la superficie del corpo e le strutture anatomiche interne.
Il progetto è stato realizzato da un team interdisciplinare guidato dall'archeologo Luca Bezzi di Arc-Team, su incarico del Museo Archeologico dell'Alto Adige. Il modello esterno è stato costruito partendo da 1.294 fotografie ad alta risoluzione, scattate sul lato anteriore e posteriore della mummia.
Le immagini, opportunamente sovrapposte, hanno consentito di ricostruire la forma tridimensionale del corpo attraverso la tecnica della fotogrammetria Structure from Motion. Una procedura che, nel caso di Ötzi, ha dovuto fare i conti con una difficoltà particolare: lo strato di ghiaccio che protegge la mummia presenta superfici riflettenti, capaci di interferire con la corretta ricostruzione digitale.
Per superare il problema, i ricercatori hanno messo a punto un sistema specifico di acquisizione basato sulla luce polarizzata, in grado di ridurre sensibilmente i riflessi indesiderati. Il risultato è un modello con una risoluzione spaziale inferiore al millimetro, abbastanza dettagliata da restituire una rappresentazione estremamente precisa della superficie della mummia.
Ma la vera novità sta nell'integrazione di informazioni diverse. In una seconda fase, infatti, il modello della superficie è stato combinato con i dati della tomografia computerizzata dell'intero corpo, realizzata nel 2021 all'Ospedale di Bolzano. In questo modo è stato possibile riunire in un unico ambiente tridimensionale ciò che si trova all'esterno e ciò che è nascosto all'interno del corpo.
«Per la prima volta possiamo analizzare la superficie esterna del corpo di Ötzi e le sue strutture anatomiche interne in un unico modello tridimensionale», spiega Luca Bezzi, primo autore dello studio e responsabile del progetto per Arc-Team. Uno strumento che, secondo il ricercatore, potrà essere utilizzato per affrontare questioni che riguardano la conservazione della mummia, l'archeologia e la medicina forense.
Il gemello digitale apre così una nuova strada anche sul fronte della tutela. La possibilità di lavorare su una riproduzione virtuale estremamente dettagliata consente infatti di effettuare analisi e confronti senza intervenire direttamente sulla mummia, riducendo la necessità di manipolare un reperto tanto fragile e prezioso.
Il progetto rappresenta inoltre una nuova opportunità per la ricerca e la divulgazione. Il modello tridimensionale potrà diventare uno strumento per studiare Ötzi da prospettive diverse, mettendo in relazione dati archeologici, anatomici e tecnologici e permettendo di esplorare virtualmente il corpo dell'Uomo venuto dal ghiaccio con un livello di dettaglio finora difficilmente raggiungibile.


