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TRENTO. Ampliare lo studio sui sistemi di supporto alle decisioni, rendere l'Intelligenza Artificiale più allineata ai nostri valori e contribuire all'internazionalizzazione della Fondazione. Questi gli obiettivi di Michela Milano, appena nominata dal consiglio di amministrazione della Fondazione Bruno Kessler, direttrice del Centro Digital Society. Una scelta, come confermato dal presidente della Fbk Ferruccio Resta, dettata «dalla straordinaria capacità di Milano di integrare competenze interdisciplinari e di creare consenso e comunità».
Grazie all'importante bagaglio di esprienze, anche manageriali, la professoressa, assieme ai circa 75 ricercatori e ricercatrici del centro, contribuirà alla ricerca interdisciplinare sull'interazione tra tecnologie digitali e società, cuore dell'obiettivo dell'organizzazione.
Michela Milano, che qui abbiamo intervistato, è professoressa ordinaria al Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna e direttrice del Centro Interdipartimentale “Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence.
Membro della Accademia delle Scienze e della Accademia di Ingegneria e Tecnologia è stata vicepresidente dell’European Association of Artificial Intelligence ed Executive Councilor dell’Association for the Advancement of Artificial Intelligence.
Fa parte della delegazione italiana nel Program Committee per il Cluster 4 di Horizon Europe della Commissione Europea e ha fatto parte del gruppo di esperti di Intelligenza Artificiale nominati dal Governo per la definizione di una strategia nazionale. È autrice di oltre 180 lavori su riviste e conferenze internazionali.
Michela Milano, una nomina importante dettata dalla sua statura scientifica e dell'impegno costante nella ricerca. Come ha vissuto questo riconoscimento?
Sono emozionata e grata alla Fondazione con cui in questi anni abbiamo intercorso diverse collaborazioni. Credo che la nomina a direttrice del centro sia stata dettata da aver visto in me la possibilità di crescere ulteriormente, in particolare nell'internazionalizzazione. Rafforzare le commistioni tra Fbk e l'Ateneo di Bologna, dove sono docente, sarà senz'altro un punto importante del programma.
Quali saranno gli obiettivi della sua presidenza?
Il mio campo di ricerca, in linea con il centro, è proprio quello inerente al rapporto tra la società e l'Intelligenza Artificiale. Dobbiamo parlare non solo di infrastrutture artificiali ma anche a come le persone interagiscono con esse. Proprio per questo uno dei primi obiettivi potrebbe essere quello di rafforzare lo studio sui modelli decisionali per guidare scelte di governance e dinamiche sociali e umane. Una grandissima sfida, le persone non agiscono sempre razionalmente. Dovremmo per questo interagire con sociologi, psicologi, economisti, giuristi perché è importantissima l'interdisciplinarità.
Un altro obiettivo potrebbe essere quello di allineare l'IA ai nostri valori, allontanandola dalla riproduzione dalle dinamiche tipicamente umane di disuguaglianze sociali e stereotipi della nostra società. Infine, un obiettivo sarà quello di aprire il centro al sistema nazionale e internazionale, collegandolo alle varie realtà di ricerca e industriali. Il primo periodo sarà di confronto con il direttore e i responsabili per declinare poi il tutto in una strategia comune.
Cosa significa costruire dei modelli con l'Intelligenza Artificiale?
Si tratta di frammentazioni o approssimazioni della realtà che ci possono essere di aiuto in molti campi, come ad esempio quello medico. Facciamo un esempio. Se un paziente va da un medico e ha dei dati clinici come immagini radiologiche, tac o risonanze, l'IA può essere allenata a creare dei modelli prendendo una moltitudine di dati estrapolati da pazienti affetti dalla stessa patologia. In questo modo quando arriverà un nuovo paziente, l'IA potrà generalizzare i dati aiutandoci a capire se è affetto da una patologia già riconosciuta. Questo si chiama modello descrittivo. Poi ci sono quelli predittivi che a partire da dati provano a ipotizzare cosa succederà nell'arco di 5 anni e infine quelli decisionali, che unendo i due precedenti, supportano nelle scelte come per la terapia o sulla somministrazione di un farmaco.
Ma ci sono dei rischi o dei limiti nell'IA?
I rischi e i limiti ci sono solo laddove sussistono dei modelli polarizzati. Attraverso la ricerca e la consapevolezza è possibile prevenirli e in questo modo l'IA può aiutarci a prendere delle decisioni trasparenti e informate in base all'evidenza dei dati.


