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ROMA. È partita la corsa dei big tecnologici per rendere riconoscibili i contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale. Un’operazione di trasparenza nei confronti degli utenti che si intreccia con l’entrata in applicazione, dal 2 agosto, dell’articolo 50 dell’AI Act europeo. Per i fornitori di sistemi generativi sono previsti sistemi di marcatura dei contenuti generati o manipolati dall’IA in un formato leggibile dalle macchine e rilevabile.
Le nuove regole riguardano testi, immagini, audio e video e prevedono obblighi differenti a seconda dei soggetti e dei contenuti. Per esempio, chi pubblica testi generati o manipolati dall’IA per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico deve dichiararne l’origine artificiale, salvo specifiche eccezioni, tra cui i casi sottoposti a revisione umana e responsabilità editoriale. Il Codice di buone pratiche europeo rappresenta invece uno strumento volontario per aiutare le aziende a dimostrare la conformità agli obblighi.
Tra le società che si stanno muovendo sul fronte della trasparenza dell’intelligenza artificiale ci sono anche le grandi piattaforme musicali. Spotify ha già introdotto strumenti come i crediti IA, che permettono di indicare quando l’intelligenza artificiale ha contribuito a parti specifiche di un brano, per esempio testo, voce, strumenti o produzione. I crediti sono ancora in beta e non significano necessariamente che l’intera canzone sia stata generata artificialmente.
Sempre Spotify ha lanciato nel 2026 Verified by Spotify, un badge pensato per rafforzare l’autenticità dell’identità degli artisti. Il sistema si affianca ad altri strumenti dedicati a fornire maggiori informazioni sulla provenienza e sulla realizzazione della musica disponibile sulla piattaforma.
Il fronte è destinato ad allargarsi. Aziende come Googel, Meta, Microsoft e OpenaAI sono chiamate, come gli altri operatori che rientrano nel campo di applicazione dell’AI Act, a confrontarsi con i nuovi obblighi europei sulla trasparenza. L’obiettivo è consentire agli utenti di capire con maggiore facilità quando si trovano davanti a materiale prodotto o modificato attraverso sistemi di intelligenza artificiale.


