Il sindaco del capoluogo spiega il senso dei dispositivi previsti in città nell'ambito di una sperimentazione: «Lo scopo non è riconoscere il parlato delle persone, ma associare situazioni audio a scenari di possibile pericolo. Lo studio è in fase preliminare, anche gli eventuali alert lanciati dai sensori non vengono ascoltati da forze di polizia e i dati comunque sono anonimizzati alla fonte»
TRENTO In cinque piazze microfoni e telecamere: laboratorio sulla sicurezza