Si sono raggiunte temperature che hanno sfiorato i 40 gradi, costringendo l'amministrazione a correre ai ripari per non rischiare di dover sospendere le cremazioni nelle giornate più calde per garantire la salute degli operatori. «Prima dobbiamo pensare ai vivi» dichiara infatti Joseph Tassone, responsabile dell'Ufficio servizi funerari del Comune di Trento