La lavoratrice è stata seguita in questi anni da Inca Cgil con l’avvocato Giovanni Guarini. “Le indagini – scrive il sindacato – hanno accertato che in quello stabilimento si lavorava in condizioni simili alla prima metà del ‘900. C’erano macchinari vecchi e per niente sicuri; inoltre la lavoratrice aveva una formazione insufficiente a garantire l’operare in sicurezza”