Conferenza stampa del Gruppo sportivo che chiede una soluzione al lungo contenzioso fra Usi Civici, società sportive e Comune di Trento: «situazione incancrenita»
Alta tensione sui terreni del Bondone: l’amministrazione guidata da Flavio Franceschini fa la voce grossa, ma il contenzioso per le strutture sportive è bloccato
Lo sconforto dei dirigenti della società sportiva Trilacum, che in tutta questa vicenda ha perso i propri ragazzi, circa un centinaio, impossibilitati a svolgere attività sportiva. Diverse le visioni anche sui costi per sistemare l’impianto
Nei giorni scorsi il pronunciamento, che rimanda alle Sezioni Unite. Il presidente Franceschini: «Ianeselli continua a dire che è colpa nostra, ma non è vero, lui è Ponzio Pilato»
Il presidente Franceschini: «La proprietà è nostra, e per legge non la possiamo regalare o alienare. Intanto stiamo facendo la manutenzione, ma la struttura così com’è non è neanche a norma»
Il presidente dell’Asuc di Vigolo Baselga: «Se c’è degrado, ditelo all’Asis, che lo ha gestito fino a ieri. Noi siamo fiduciosi, con la nuova giunta comunale un accordo è possibile»
Il contenzioso fra Asuc di Vigolo Baselga (proprietaria della struttura) e Comune di Trento tiene in scacco la struttura. FdI attacca: «com’è possibile che ci entrino le greggi?»
L’ufficio Patrimonio del municipio, a sorpresa, blocca la perequazione della «soluzione Ianeselli». Gli Usi Civici sconcertati, e intanto arrivano le cartelle esattoriali per migliaia di euro, in vista un’altra causa
Il presidente Franceschini di Vigolo Baselga al lavoro con palazzo Thun per il passaggio di proprietà dell’area, poi il Comune di Trento dovrà indicare un gestore (che potrebbe essere direttamente Asis)
Dal sindaco di Vallelaghi un accorato appello alle parti in causa (Asuc di Vigolo Baselga in primis): «Firmato un accordo, il valore sociale dello sport viene prima di tutto»
In aprile la proposta di palazzo Thun, il terreno in cambio di aree sul Bondone, ma dagli usi civici nessun segnale: «E’ brutto, mi sento di richiamarli al loro dovere di responsabilità civica»