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La Fipav va al contrattacco:

dalle Leghe richiesta di chiudere

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«Pensavamo che le numerose esternazioni di questi giorni, alcune delle quali fuori luogo, fossero finite e che si cominciasse a pensare seriamente al futuro della nostra pallavolo. Un futuro che sembra pieno di incognite e preoccupazioni e per il quale siamo a disposizione per cercare ogni possibile soluzione. Evidentemente, però, la foga di attribuire a qualcuno colpe di cui in effetti non ha alcuna responsabilità produce affermazioni assurde e talvolta ridicole. Sentiamo quindi la necessità di fare chiarezza, senza alcun intento polemico, su quanto è avvenuto e che qualcuno ha voluto intenzionalmente travisare».

Si apre così la nota pubblicata dalla Federazione italiana pallavolo per fare alcune precisazioni sul dibattito in corso e in particolare su alcune critiche ricevute per la decisione di dichiarare conclusa la stagione 2019/2020. Sul proprio sito la Fipav riporta i comunicati con cui Lega Pallavolo Maschile Serie A e delle Lega Pallavolo Serie A Femminile hanno richiesto alla stessa federazione proprio l’interruzione definitiva dei campionati.

«Le decisioni indicate - si legge nella nota della Fipav - sono state autonomamente assunte dalle Leghe. La Federazione con il suo comunicato stampa del 8 aprile 2020 non ha fatto altro che prenderne atto, disponendo nell’ambito delle proprie competenze, la non assegnazione degli scudetti dato che purtroppo i campionati non si sono svolti regolarmente. La Federazione Italiana Pallavolo tiene a ribadire che, se in futuro dovessero esserci le condizioni adatte per farlo, non ha nulla in contrario a un ritorno in campo, ma le eventuali gare non avranno valenza per l’assegnazione dei titoli nazionali. Saremmo molto felici se questo si verificasse perché significherebbe un graduale ritorno alla normalità della situazione sanitaria del Paese, ma soprattutto sarebbe la dimostrazione più eloquente della ripresa della nostra attività sportiva. Da ultimo vorremmo stigmatizzare che la decisione della Federazione di dedicare tutti i simbolici scudetti ai medici, agli infermieri, ai volontari, alle forze dell’ordine, alla Protezione Civile che tanto stanno facendo per tutti noi, e che qualcuno ha voluto etichettare come retorica, è invece una manifestazione convinta e forte di solidarietà».

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