TRENTO. Il piano sanitario per garantire cure adeguate agli atleti e a tutto lo staff, nonché a residenti, turisti e tifosi, è pronto. Il direttore della Scuola di Medicina d'Emergenza - Urgenza dell'Università di Trento nonché primario del reparto di medicina dell'ospedale S. Chiara, il professor Vito Racanelli, da mesi è al lavoro per costruire e realizzare l'imponente macchina sanitaria per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. È lui, infatti, il Medical Care Manager per il Trentino della manifestazione.

«Al momento abbiamo 1.300 sanitari accreditati. La maggior parte è personale dell'Azienda sanitaria universitaria integrata trentina che ha aderito al progetto del Fondo per le Prestazioni Orarie Aggiuntive (Poa) stanziato dalla Provincia per le Olimpiadi e ha quindi dato disponibilità per prestazioni extra orario di servizio. Poi c'è un ristretto numero di volontari e di libero professionisti».

Manca meno di un mese all'avvio delle Olimpiadi. È tutto pronto dal punto di vista dell'organizzazione sanitaria?

La pianificazione ha richiesto più di un anno di lavoro. Parliamo di un piano sanitario complesso e articolato anche perché non si esaurisce con la conclusione dei Giochi ma lascia un'«eredità» strutturale e culturale che è destinata a rafforzare la sanità trentina.

L'assistenza sanitaria prevista durante i giochi olimpici e paralimpici prevede una assistenza legata alle sedi di gara e al villaggio olimpico all'interno del quale è allestito un cosiddetto policlinico, ma non può prescindere da tutto ciò che accade all'interno dell'intera provincia. Vanno garantiti tutti i servizi sanitari per i residenti, i turisti e i visitatori non accreditati che non hanno un ruolo attivo diretto nella manifestazione.

L'aspetto eccezionale di queste Olimpiadi per quanto riguarda la sanità è inoltre che tutta assistenza è affidata al sistema sanitario nazionale. Non ci sono enti privati e anche i libero professionisti sono arruolati dal sistema sanitario che si fa carico di garantire la sicurezza dei giochi olimpici e della popolazione.

Fino ad ora sono stati accreditate 1.300 sanitari. Come saranno organizzati?

L'Asuit ha il mandato di fornire gli strumenti per l'assistenza sanitaria. Ad oggi, come detto, abbiamo accreditato 1300 persone. Dal bando dei volontari che ha avuto un discreto successo, abbiamo selezionato - sulla base dei profili richiesti e delle competenze necessarie - circa 25/30 persone, soprattutto infermieri. Poi c'è stato un bando per libero professionisti soprattutto radiologi, oculisti, medici con esperienza di pronto soccorso. Siamo comunque ancora in fase di accreditamento.

Da dove arriva il personale sanitario accreditato?

Sono sopratutto trentini e dipendenti dell'Asuit. Solo tra i volontari ci sono persone che vengono da fuori provincia. Tra questi ultimi abbiamo dovuto fare una forte selezione perché servono persone di esperienze.

Prima parlava di "policlinico" dentro il villaggio olimpico. Di cosa si tratta?

É stato realizzato all'interno della Caserma alpina della Guardia di Finanza di Predazzo. Si tratta di un poliambulatorio che ospiterà un medico con esperienza di Pronto soccorso e un infermiere h24 e tutta una serie di servizi con fisioterapisti, fisiatri e altri medici generalisti. Questo poliambulatorio è dedicato agli atleti e alla cosiddetta "famiglia olimpica". Il policlinico si trova all'interno del padiglione Macchi che è stato totalmente ristrutturato con ambienti sanitari che rimarranno in eredità alla caserma stessa.

All'interno ci saranno anche un'infermeria di alto livello che servirà anche per le gare future, diverse sale visite e anche una stanza per le emergenze. Ci sarà sempre un'ambulanza per i trasporti urgenti con personale dedicato. Alcune prestazioni sanitari che devono essere garantite per rispettare gli standard non li forniremo nel villaggio ma in una struttura adiacente alla caserma, ossia l'ambulatorio del distretto di Predazzo.

Farà parte integrante del poliambulatorio anche se distaccata di poco e qui ci sarà l'oculista e il dentista. La dental clinic è uno dei servizi più richiesti dagli atleti non solo per i traumi e le urgenze, ma anche per il fatto che le Olimpiadi attirano persone da ogni parte del mondo, anche da zone povere dove le cure non sono sempre garantite e quindi questa diventa anche l'occasione per effettuare visite e controlli di qualità.

Tutte le restanti prestazioni, come quelle ortopediche, ginecologiche, quelle dell'otorino e della chirurgia generale sono garantite dall'ospedale di Cavalese dove abbiamo recentemente riattivato la risonanza magnetica e abbiamo creato dei percorsi distinti per la "famiglia olimpica" e per la popolazione, i residenti e turisti. Due flussi che non si incrociano e dunque non ci saranno interferenze con l'attività ordinaria. Ci saranno, per i due flussi, personale e accessi diversi.

Per quanto riguarda gli accessi ordinari, visto l'afflusso di persone che ci sarà, è stato previsto un rafforzamento dei servizi?

C'è stato un rafforzamento del pronto soccorso dell'ospedale di Cavalese e di Trento. Anche per l'ospedale S. Chiara è previsto un percorso separato per la "famiglia olimpica" che ha un accesso riservato e prioritario per quanto riguarda i codici minori. Per le emergenze, invece, non c'è alcuna distinzione.

È previsto un elicottero dedicato in zona durante la manifestazione?

Ci sarà un elicottero dedicato che durante le gare più importanti dal punto di vista dell'impatto sanitario stazionerà a Cavalese mentre per i campi di gara sono previste piazzole di atterraggio adiacenti.

Avete calcolato giornalmente quanto sarà il personale sanitario impiegato?

Nelle giornate con maggior numero di gare sul sito più grande, ovvero quello di Tesero, noi saremo tra gli 80 e i 100 tra medici, infermieri, soccorritori e autisti, squadre a piedi e autisti delle motoslitte.

È stato trovato un alloggio per queste persone?

Siamo in fase di definizione perché sia la Fondazione Milano-Cortina che la Protezione civile trentina ha previsto una serie di alloggi per personale. Alcuni hotel hanno riservato camere, poi c'è l'ex casa di riposo di Tesero che è stata rinnovata e avrà un piano adibito ad alloggi per il personale sanitario.

Oltre al poliambulatorio di Predazzo che eredità lasceranno le Olimpiadi alla sanità al trentino?

Ci sarà una legacy materiale e una immateriale. Per la legacy materiale, oltre ai poliambulatori di Predazzo, c'è il pronto soccorso di Cavalese che ha beneficato una serie di interventi migliorativi. C'è stato poi un forte potenziamento tecnologico con nuove dotazioni che rimarranno agli ospedali di Trento, Cavalese e della struttura di Predazzo. Inoltre si consolida l'offerta della telemedicina e dei servizi sanitari digitali, soprattutto per le comunità montane e le aree più isolate. É stata allestita una rete 5G dedicata alle Olimpiadi ma che rimarrà poi patrimonio del territorio.

Si rafforza poi il legame tra sport, salute e inclusione sociale perché le Olimpiadi sono state la scintilla che ha consentito un finanziamento per il Polo sportivo paralimpico presso l'ospedale Villa Rosa di Pergine. Poi c'è tutto il fronte della prevenzione con il controllo degli alimenti, delle acque, il monitoraggio delle infezioni.

Su questo fronte ci sarà un'eredità notevole che consiste sia in una diffusione di stili di vita salutari, ma anche nella valorizzazione dei prodotti locali e nel miglioramento delle condizioni di igiene nei rifugi alpini perché viene intensificata la sorveglianza epidemiologica, per esempio con la prevenzione della legionellosi che qui in Trentino è ancora presente.

Come vi siete preparati per far fronte ad eventuali emergenze che potrebbero verificarsi durante i Giochi?

Noi siamo stati preparati partecipando alle Olimpiadi di Parigi. Io ero lì come observer. Siamo stati sul campo, abbiamo visto criticità e modelli organizzativi. É stata una sorta di training in vista di queste Olimpiadi.

Ora ci stiamo preparando con una serie di "test event" e ci sono state un paio di esercitazioni virtuali durante le quali ci sono stati somministrati scenari a sorpresa e quindi siamo già stati valutati. Ora stiamo concludendo gli accreditamenti del personale e predisponendo la turninistica anche sei i calendari di gara cambiano in continuazione. Inoltre stanno finendo di montare le strutture sui campi di gara, ma questo non dipende da noi. Direi che siamo quasi pronti.