BOLZANO - Michael Storer (Tudor Pro Cycling) ha vinto la seconda tappa del Tour of the Alps 2025 di 178 Km da Mezzolombardo a Vipiteno-Racines. Alle sue spalle si sono classificati Paul Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale) e Romain Bardet (Team Picnic PostNL). 

Storer (Tudor Pro Cycling) è la nuova maglia verde della classifica generale. Dietro di lui, Paul Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale) più 0:41 e Giulio Ciccone (Lidl-Trek) più 0:41.

Al termine della seconda tappa - 178 Km con partenza da Mezzolombardo, in Trentino, e arrivo a Vipiteno-Racines, in Alto Adige - Storer ha voluto fare le cose in grande con cuore, coraggio e un attacco improvviso sulla salita, breve ma impegnativa di Telves di Sopra che ha lasciato di sasso la concorrenza, giunta sul traguardo con 41" di ritardo. 

Per il ventottenne di Perth (Australia), da sei anni di casa in Italia e innamorato del Belpaese (come dimostra l'ottimo italiano sfoggiato in conferenza stampa), è arrivata la più bella delle vittorie in solitaria ma soprattutto la Maglia Verde Melinda, il simbolo del primato del Tour of the Alps, che ora il portacolori della Tudor Pro Cycling sarà chiamato a difendere dagli attacchi degli altri pretendenti al podio di Lienz.

La volata per la piazza d'onore ha premiato il talento del giovane francese Paul Seixas (Decathlon-Ag2R), già terzo a San Lorenzo Dorsino, che ha regolato il più esperto connazionale Romain Bardet (Picnic-PostNL). Quarto e primo degli italiani Davide Piganzoli (Polti-VisitMalta) davanti al vincitore di lunedì Giulio Ciccone (Lidl-Trek), quinto, Jai Hindley (RedBull-BORA), sesto, e il tirolese Felix Gall (Decathlon-Ag2r), settimo. 

Ha dovuto invece rinunciare alle velleità di maglia verde Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), messo ko da problemi allo stomaco.

La terza tappa del Tour of the Aps, oggi, si correrà da Vipiteno Racines a San Candido, per complessivi 145,5 km. 

Ci sono 2.750 metri di dislivello da superare in 145 chilometri, ma a differenza dei giorni precedenti quasi tutta la salita è concentrata negli ultimi 100 chilometri.

Il Passo di Furcia (7,7 chilometri al 7,3 per cento) lo si scollina a circa 54 chilometri dall'arrivo. La cima del Vierschachberg (Monte Versiaco) dista invece nemmeno 11 chilometri dal traguardo. È una salita non troppo lunga, 5,9 chilometri e non troppo dura, 7,1 per cento di pendenza media, ma ha un tratto durissimo tra il secondo e il quarto chilometro vicino al 10 per cento. 

E soprattutto dalla cima si scende poco, si deve pedalare un falsopiano e superare un dentello tosto prima di imboccare la discesa, che è tecnica.