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RIVA DEL GARDA. «Per la prima volta nella mia carriera dovrò fare i conti con un infortunio». Per Chiara Benini Floriani, velista delle Fiamme Gialle, azzurra e pupilla della Fraglia Vela di Riva del Garda, settembre è iniziato con un intervento chirurgico. «Dopo mesi di strani scricchiolii e infiniti esercizi con gli elastici - racconta l'atleta dell'Ilca 6, che a novembre compirà 24 anni - è arrivata finalmente l'ora di sistemare la spalla che mi si è lussata in un incidente lo scorso dicembre. Voglio ringraziare il dottor Giuseppe Porcellini (chirurgo ortopedico, professore associato all'Università di Modena e direttore della Scuola di specialità in ortopedia, ndr) e il suo team per avermi seguita in questi mesi di fisioterapia e per la grandissima disponibilità e professionalità». Chiara, come è avvenuto l'infortunio?
«A dicembre ho avuto una stupida caduta in bicicletta. Ad esclusione delle prime due settimane non ho provato molto dolore, solo una profonda instabilità».
Cosa ti ha spronata a continuare ad allenarti, nonostante il fastidio?
«Avendo cambiato l'allenatore ed essendo arrivata una nuova ragazza nella mia squadra, con la quale sin da subito si è creata una forte coesione, non ho preso in considerazione l'idea di potermi fermare. Fortunatamente, attraverso tantissimi esercizi di rinforzo della spalla, sono riuscita a portare a termine la stagione. Ad essere sincera, nella sfortuna la sorte è stata dalla mia parte anche su questo fronte: la stagione è stata più corta del consueto, poiché la regata più importante è terminata ad agosto e non, come spesso accade, in novembre».
Restare lontana dall'acqua e, soprattutto, dalla tua barca ti spaventa?
«No, questa momentanea lontananza non mi preoccupa perché la barca sulla quale pratico la mia disciplina è molto fisica. Ciò significa che, di norma, mi alleno tantissimo anche in palestra. Sto riuscendo a mantenere il passo anche ora, nonostante non possa muovere il braccio destro. Riesco infatti ad allenare tutto il resto del corpo: tornerò in acqua sarò pronta ma dovrò soltanto mettere a punto la tecnica acquisita a terra sulla barca».
Quanto tempo necessita il recupero?
«L'operazione chirurgica richiede tre settimane di tutore al braccio destro, completamente immobilizzato. Rimosso il tutore, inizierò con la fisioterapia, prima passiva e poi attiva. Di fatto salirò nuovamente sulla barca nel giro di tre mesi, tre mesi e mezzo. Almeno, me lo auguro. Sono fiduciosa».
Quali sono i prossimi impegni all'orizzonte, compatibilmente con la tua ripresa fisica?
«A marzo conto di partecipare alla Coppa del Mondo, appuntamento annuale che si svolgerà a Palma di Maiorca. Dovrei riuscire a prepararmi adeguatamente in circa tre mesi».
Durante questa pausa forzata ti dedicherai anche allo studio universitario?
«Sì, per forza! I tempi morti sono molto più frequenti rispetto alla mia routine d'uscita in barca sul lago di Garda. Perciò, oltre all'allenamento quotidiano sui rulli, a casa, o quello in palestra, ho molto tempo per studiare "Management dello Sport"».


