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TOKYO. La keniana Beatrice Chebet, il quartetto etiope Gudaf Tsegay, Fotyen Tesfay, Tsigie Gebreselama, Ejgayehu Taye, tutte capaci di correre sotto i 30 minuti; le altre due kenianie Chepngetich e Ngetich, la statunitense Cranny, l'australiana Ryan, l'ugandese Chelangat, la nipponica padrona di casa Hironaka: è una starting list mostruosa quella che proposta dai 10. 000 metri di Nadia Battocletti che alle 14: 30 italiane di oggi assegneranno il primo titolo in pista dei Campionati Mondiali di Tokyo.
«Stanno correndo tutte fortissimo, quest'anno» spifferava la campionessa trentina prima di partire per il Giappone, un paio di settimane fa. Battocletti non corre la distanza dallo scorso agosto, dal magnifico argento olimpico di Parigi 2024, pochi giorni dopo l'altrettanto magico quarto posto nei 5000 metri. All'ombra della Tour Eiffel Nadia aveva stupito il mondo, ancor più della doppietta d'oro degli Europei di Roma del giugno precedente. Allo stadio olimpico di Tokyo ha già fatto sognare nel 2021 con il settimo posto, sempre a cinque cerchi, quando aveva solo ventuno anni, per rivelarsi al mondo come prodigio che non teme il confronto con le star africane.
Ecco la chiave: Nadia Battocletti non ha paura della sfida e delle avversarie. Sa che la fantascientifica Chebet - unica i grado di batterla sulla distanza a Parigi - rappresenta un'avversaria estremamente ostica, ma è consapevole di come le gare di campionato siano profondamente diverse dalle sfide determinate dei Meeting, dove nella maggior parte dei casi si deve pensare solo a seguire il ritmo prescritto. I venticinque giri di oggi, con in palio le medaglie, saranno molto più complessi: cambi di ritmo - probabilmente gestiti dal quartetto etiope - scelte strategiche, un finale da affrontare all'arma bianca e senza timori, buttando in pista tutto quello che resta nel serbatoio. E si sa, il finale è una delle lami più affilate nell'arsenale dell'allieva di papà Giuliano. Negli ultimi quattro anni, Nadia ha raccolto un bottino enorme: quattro titoli europei (due in pista, cross e strada), l'argento olimpico, il quinto posto iridato su strada a Riga.
L'unico passaggio poco convincente del dopo Tokyo 2021 sono stati i Mondiali di Budapest. Battocletti ritorna nella capitale del Sol Levante anche con l'intento di cancellare quella giornata amara che l'aveva portata a "chiedere scusa agli italiani" per una finale dei 5000 metri non vissuta da protagonista. Nessuno pretendeva la luna dalla ventitreenne Nadia, due anni fa. Oggi le aspettattive sono maggiori, indubbiamente, ma Nadia non ha paura, non teme la pressione - anzi, sembra aver imparato ad usarla come ulteriore carburante - e sa quello che deve fare, scegliendo tra le diverse strategie ed i vari scenari che tipicamente tratteggia con anticipo insieme a Giuliano. Sia chiaro, l'argento di Parigi non deve far pensare che il podio sia qualcosa di ordinario: tutte le atlete citate in apertura vantano un primato migliore del 30'43" 35 del record italiano di Nadia.
D'accordo, è una distanza che la nonesa di Cavareno frequenta poco, ma questi sono i numeri.La prima giornata - Battocletti tornerà in pista giovedì per la batteria dei 5000 metri; oggi al via al suo fianco ci sarà Elisa Palmero in una prima giornata che nella sessione mattutina (notturna in Italia) assegnerà i titoli delle due 35km di marcia con Antonella Palmisano mentre nel pomeriggio attenzione alle qualificazioni tra gli altri di Larissa Iapichino, Marcel Jacobs, Zaynab Dosso mentre alle 14: 10 andrà in scena la finale del peso con Leonardo Fabbri, Zane Weir e Nick Ponzio; alle 15: 20 quindi l'eventuale finale della 4x400 mista.


