ROMA. Degli italiani sembrava destinato a restare solo Jannik Sinner, ma durante il cambio campo dell'altoatesino alla fine del primo set un boato che arriva dalla BNP Paribas Arena fa capire che qualcosa stava cambiando anche nella sfida tra Alex Zverev e Luciano Darderi. Perché se il n.1 del mondo regola in poco meno di un'ora e mezzo il derby azzurro contro Andrea Pellegrino, dall'altra comincia la scalata dell'italo argentino. Perde il primo set 6-1, non stava bene: aveva giramenti e nausea. Nel secondo, però, nonostante il break subito riesce a rimanere agganciato e quando il tedesco va a servire per il match strappa il pari, portando la partita al tiebreak e riequilibrando tutto. Il terzo set è storia: 6-0 e prima volta ai quarti di finale di un mille per Darderi.

Ora l'ostacolo Jodar, poi uno tra Khachanov e Prizmic prima di sognare una finale che potrebbe essere tutta italiana, con Sinner. "Sono anni che dico di voler vincere a Roma e il sogno oggi è ancora vivo", le parole di un emozionatissimo Darderi in conferenza stampa e che tornerà in campo domani sera sul Centrale. Chi invece non ci sarà è Lorenzo Musetti, eliminato da Ruud in due set (6-3, 6-1), per un ko che lo porta fuori dalla top ten.

La stessa che aveva conquistato esattamente un anno fa, sempre a Roma, dove era arrivato fino in semifinale. "Uscirci qua è una beffa, ma mi darà la spinta per ripartire - dice rammaricato dopo la sconfitta -. Chiedo scusa al pubblico per lo spettacolo offerto, ma giocavo su una gamba". Adesso dovrà monitorare le sue condizioni nei prossimi giorni e capire come arrivare al Roland Garros. Non guardano ancora così avanti, invece, Sinner e Darderi, perché a cinquant'anni dall'ultima vittoria di un italiano nel maschile a Roma, adesso il tennis azzurro inizia a pregustare la possibilità di rompere anche l'ultimo tabù rimasto. Ma Jannik di quella vittoria di Panatta nel '76 non l'ha mai rivista la partita. "Qualche punto del passato sui social mi è capitato - ha detto ridendo in modo un po' imbarazzato -. Ma le partite no...".

Si concentra sul presente, lasciando racchette di legno e cimeli in soffitta o chissà dove. "Una volta una persona mi ha regalato una racchetta di legno, ma non so dove sia finita", risponde a chi gli chiede se ci avesse mai giocato. Preferisce pensare e concentrarsi su come cambierà il tennis per continuare a guidarlo e sulle nuove generazioni di tennisti. Cita Jodar che sarà - come detto - il prossimo avversario di Darderi, mentre Jannik tornerà in campo giovedì contro Rublev. Giocherà sul Centrale, come Darderi domani per un posto in semifinale. Niente più BNP Paribas, criticata da Alexander Zverev che, se lo scorso anno dopo l'eliminazione per mano di Musetti se la prese con le palline del torneo, questa volta è toccato alla terra rossa del secondo impianto del Foro Italico.

"E' il peggiore sul quale abbia mai giocato - dice -. Juniores, professionisti, futures, allenamenti, non ho mai giocato su un campo con una qualità così pessima". "Il campo non era al 100% ma bisogna sapersi adattare - la replica di Darderi -. E io l'ho fatto. Anche il vento, è vero che c'era, ma vale per tutti e due. Non potevamo farci nulla". E alla fine il campo dà ragione all'italo argentino, capace di non arrendersi anche quando sembrava spacciato.

"Ma Roma è il torneo della mia vita - racconta -. Non potevo mollare". E non c'è ombra di dubbio che questa sia la vittoria più importante della sua carriera. "Lo è - risponde a chi gli chiede -. Contro Zverev, a Roma... è stata la gara più emozionante della carriera". E ora il riposo, anche se poco, prima della sfida con il baby fenomeno Jodar che potrebbe aprire a scenari inimmaginabili a inizio torneo. Vietato smettere di sognare per lui e Sinner che nel frattempo continua ad aggiornare i record personali. Con la vittoria contro Pellegrino, infatti, fa 31 successi di fila in un mille, come Djokovic. Not too bad. (ANSA). YBM-RI