MILANO. "Se ci credo? Sì, dobbiamo crederci tutti. Ma è un processo, è un lavoro di team". Per Zlatan Ibrahimovic la parola scudetto non è tabù anche se la strada è lunga. Ma la squadra "è molto competitiva per fare buoni risultati - le parole alla "Gazzetta dello Sport" dell'ex attaccante svedese, oggi consulente Red Bird per il Milan - Lo era già l'anno scorso, ma è stato un anno strano, appena ci riprendevamo cadevamo subito, però abbiamo imparato tanto. La società è stata molto brava a vendere bene giocatori non nel progetto o per altri motivi, ha preso un allenatore che dà equilibrio e stabilità. E ha portato quello che mancava, esperienza. Adesso si può solo crescere.

Il Dna del Milan - ricorda - è vincere, soprattutto in Europa, e là dobbiamo tornare. Nessuno vuole cambiare il Milan, la sua cultura. Nessuno cambia il Milan, è il Milan che cambia te. A Milanello senti profumo di vittoria, dopo che sei stato lì non resti lo stesso. A Milanello, dal cuoco al giardiniere, tutti fanno in modo che ci siano le condizioni per fare il meglio". Per vincere serve però il miglior Leao, ripreso da Allegri a Torino. "Ricordiamoci che durante la preparazione era il migliore, poi è stato fuori due mesi, ora deve tornare in forma - lo difende - Chiaro che ci aspettiamo la magia, perché Leao è magia".