PHOTO
MILANO. Con 164 mila pasti serviti nei Villaggi olimpici, il successo dei Giochi di Milano Cortina si misura anche a tavola. Dalla pasta al tiramisù, il cibo italiano è da "Oh my God!", come la canadese dello short track Courtney Sarault ha definito il tortino al cioccolato dal cuore caldo in un video che ha fatto il giro dei social.
Pizza, pasta e grana padano i più ricercati dai 2.880 atleti di 93 delegazioni, che hanno promosso a pieni voti l'ospitalità italiana. Qualità ma anche quantità, con le cucine aperte 24 ore su 24 per assecondare le esigenze dei campioni provenienti da ogni parte del mondo.
Il bilancio giornaliero è di 365 chili di pasta e 12mila fette di pizza servite. Le uova utilizzate dagli chef - ben sei per ciascun Villaggio - sono state 10mila al giorno, 8mila i caffè sorseggiati, italianissimi anche questi, e ben 60 i chili di grana padano. Tra i piatti più apprezzati vincono la medaglia d'oro i pizzoccheri, piatto tipico valtellinese celebrato in questi giorni niente meno che dal New York Times.
E non solo: il campione olimpico dello slalom gigante, Lucas Pinheiro Braathen, ha festeggiato l'oro con una cena a base della speciale pasta fresca a forma di tagliatelle corte e spesse, preparata con farina di grano saraceno e condita con verdure, formaggio e burro.
Se impilati uno sull'altro, i vassoi dei tutti i pasti - è il calcolo di Fondazione Milano Cortina 2026 - formerebbero una torre di 60 chilometri, circa 18 volte l'altezza delle Tofane di Cortina d'Ampezzo.
Roba da Guinnes dei primati come quelli delle altre attività svolte nei tre Villaggi e negli undici hotel di supporto, per un totale di 5.560 camere da letto: 4mila piumini e quasi 3 mila cellulari distribuiti agli atleti, 1.200 sessioni di make up e 696 soluzioni ortopediche, 7mila spille scambiate.


