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NEW YORK. «Ieri parlavo di un sogno, oggi è realtà». Yeman Crippa scrive una pagina importante dell'atletica italiana. Il mezzofondista trentino ha conquistato il secondo posto nella maratona di New York, chiudendo in 2h06'14” e arrendendosi soltanto negli ultimi 400 metri allo svedese Andreas Almgren, vincitore al debutto sulla distanza in 2h06'01”. A 39 anni di distanza dal risultato del suo manager Gianni Demadonna, l'azzurro delle Fiamme Oro riporta un italiano sul podio della Grande Mela.
Per Crippa è il miglior piazzamento azzurro degli ultimi trent'anni nella gara sui 42,195 chilometri, dopo la vittoria di Giacomo Leone nel 1996. Il trentino diventa il settimo italiano a salire sul podio di New York e firma il sesto tempo di sempre sul percorso, uno dei più impegnativi del circuito internazionale. L'ultimo italiano a conquistare un podio era stato Eyob Faniel, terzo nel 2021.
La gara ha visto Crippa sempre nelle prime posizioni, senza mai perdere il contatto con il gruppo di testa. Dopo una partenza prudente, il ritmo è aumentato progressivamente, con l'azzurro capace di mantenersi a meno di tre secondi dalla leadership. A metà percorso è transitato in 1h04'04”, resistendo ai tentativi di allungo dello statunitense Zouhair Talbi e dell'etiope Deresa Gelata.
La selezione decisiva è arrivata tra il 35° e il 40° chilometro. Il keniano Benson Kipruto, vincitore uscente, ha provato a fare la differenza, portando con sé Crippa e Almgren. Nel finale, però, la sfida si è ridotta a un duello tra il trentino e lo svedese, campione europeo di mezza maratona e dei 10.000 metri. Almgren ha trovato lo spunto decisivo negli ultimi 400 metri, tagliando il traguardo in 2h06'01”, a soli quattro secondi dal record nazionale.
Il podio è stato completato dal giovane Kamohelo Mofolo, atleta del Lesotho che proprio ieri festeggiava il 21° compleanno. Con 2h06'26” ha preceduto di un secondo Kipruto, quarto in 2h06'27”.
Crippa ha chiuso con un significativo «negative split», ovvero una seconda metà di gara più veloce della prima: 1h04'04” al passaggio di metà percorso e 1h02'10” nella seconda parte. Un risultato che conferma la crescita dell'azzurro, già vincitore della maratona di Parigi in primavera.
«Ho dato tutto, fino alla fine», ha raccontato dopo la gara. Le immagini televisive lo hanno mostrato mentre vomitava subito dopo aver tagliato il traguardo, segno dello sforzo profuso. «Non so ancora bene come descrivere quello che ho vissuto oggi. So solo che è un'emozione che mi porterò dietro a lungo. Grazie New York».
La maratona maschile ha regalato anche un risultato storico per l'Europa: il primo doppio podio europeo dal 1984, quando Orlando Pizzolato precedette il britannico David Murphy.
Nella gara femminile, successo della keniana Sheila Chepkirui in 2h24'36”, davanti alla statunitense Jessica McClain, seconda in 2h24'42”, e a Hellen Obiri, terza in 2h24'43”. L'azzurra Giovanna Epis ha chiuso undicesima in 2h28'55”, centrando il primato stagionale e confermandosi seconda europea al traguardo. Per lei è la nona maratona consecutiva sotto le due ore e trenta minuti.


