TRENTO - Il grosso del lavoro, meglio, capolavoro, è fatto per l'Aquila, che martedì 10 febbrai sera ha battuto Ulm concludendo così uno stellare girone di ritorno della campagna europea da 7 vinte e due sole perse. Questo vale non solo la qualificazione ai playoff, peraltro ottenuta due turni fa, ma garantisce almeno un quinto posto in attesa delle partite di questa sera. Ieri è arrivata la seconda vittoria cinica (dopo quella di domenica contro Varese) da parte dei bianconeri, che non si sono fermati agli errori, ma hanno proseguito dritti fino alla sirena finale, sempre in vantaggio nonostante i convincenti tentativi di rimonta di Ulm.

Si possono quindi dimenticare o perdonare le 20 palle perse e le brutte percentuali al tiro da tre e dalla lunetta, dato che il rientrante scatenato DeVante' Jones ha proseguito la sua ottima stagione di EuroCup (potrebbe essere meritatamente uno dei candidati Mvp) mettendo a referto altri 24 punti.

Di squadra, una partita brutta, ma una partita efficace e di grande concentrazione e durezza mentale, che serve per il futuro e per attendere 24 ore per risolvere l'incognita sia del piazzamento, che potrebbe regalare lo spareggio in casa, sia dell'accoppiamento, con lo spauracchio (o speranza) di affrontare l'eterna e acerrima nemica Venezia. Jones ritrova il proprio posto in quintetto, ma subito commette tre palle perse, fortunatamente non sfrutta appieno l'opportunità Ulm, ben contenuta dalla difesa trentina. I bianconeri recuperano subito il piccolo strappo ospite e al 4' sono sette pari. L'Aquila mette la freccia e mette la partita sui suoi binari, sfoderando subito la difesa arcigna di livello europeo e un attacco con vita facile. Gli ospiti cambiano però subito volto. Con Jensen a suonare la carica in attacco e la difesa press sul portatore di palla, Ulm confeziona un parziale di 12-3 che la porta sul 21-19 a fine primo quarto.

Apre le danze Bayehe nella seconda frazione con cinque punti, ma non ritorna la buona difesa. C'è comunque il vantaggio ritrovato dall'Aquila, che, senza il pressing forsennato dei teutonici, trovano sempre il fondo della retina. I bianconeri guidano la gara con pochi patemi, costruendo azione dopo azione un piccolo vantaggio, che con la tripla di Jakimovski ammonta a otto lunghezze a 1:31 dall'intervallo. Il timeout di coach Harrelson vale un rapido quattro zero, così deve fermare la partita anche Cancellieri.

L'Aquila chiude avanti 42-36 con un quarto di buona difesa. Al rientro dagli spogliatoi i trentini vogliono subito mettere un'ipoteca sulla gara e partono a razzo con un 8-2 che vale il vantaggio in doppia cifra, al quale rispondono prontamente gli ospiti con la sfuriata offensiva di Simon.

Ulm riprende così coraggio e ne giova l'attacco, con la retroguardia bianconera cronicamente in ritardo e un attacco che, senza transizione, fatica assai. A fine terzo quarto i teutonici sono negli scarichi dei trentini con il tabellone che recita 55-52. I bianconeri ripartono forte anche nell'ultima frazione andando a +9, ma il copione è lo stesso dei precedenti trenta e passa minuti di partita: gli alemanni rispondono colpo su colpo e non lasciano scappare i padroni di casa.

Questa volta, però, l'Aquila non sente ragioni. E' il momento di vincere e non si può rischiare di trascinarsi gli scomodi avversari in un punto a punto nel finale. E' Niang da oltre l'arco a segnare la nuova doppia cifra di vantaggio, il colpo ce di fatto regala la vittoria, poi la truppa di Cancellieri alza il volume della retroguardia per difendere il vantaggio fino alla sirena finale.