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TRENTO. Prima le proteste, con “reiterate e gravi offese” all’arbitro, poi il tentativo di colpirlo con un pugno, fino ad arrivare strattonarlo violentemente, tanto da provocare “evidenti segni delle dita, un ematoma e graffi”.
E, per chiudere, “reiterate e gravi minacce”, sempre nei confronti dell’arbitro, dopo che la partita era stata sospesa. Il match in questione è la sfida tra Gostivar e Futsal Fiemme, gara del campionato di C1 di Calcio a 5, disputata lo scorso 20 gennaio ma mai conclusa perché, appunto, sospesa “a seguito di gravissimi episodi di condotta violenta, intimidatoria e aggressiva posti in essere da un calciatore della Gostivar nei confronti dell’arbitro”.
Un comportamento costato caro al giocatore, che oggi è stato punito dal giudice sportivo coni una pesantissima squalifica: 4 anni e 6 mesi. Un suo compagno di squadra, colpevole di aver pesantemente insultato l’arbitro, ha rimediato 4 giornate, mentre la società ha perso la partita a tavolino (0-6) e dovrà pagare un ammenda di 300 euro.
“A seguito dell’aggressione subita – si legge nel provvedimento del giudice sportivo - l’arbitro n. 2 riportava lesioni personali giudicate guaribili in giorni 7 da struttura sanitaria pubblica, come da documentazione sanitaria agli atti, nonché un grave stato di shock emotivo, dichiarando di non essere più nelle condizioni psicologiche idonee a proseguire la direzione dell’incontro”.


