L' Universiade vi dà la parola, prendetela!». Questa la frase che ieri pomeriggio il presidente della Fisu, Claude - Louis Gallien, ha indirizzato agli oltre tremila atleti in occasione dell'apertura ufficiale dell'Universiade 2013, il tanto atteso evento internazionale che ha richiamato in Trentino sportivi di 61 diverse nazioni e 700 università.
Piazza Duomo, per un intero pomeriggio, è diventata un vero e proprio «ombelico del mondo» riuscendo a mescolare tradizione e modernità per un evento sportivo senza precedenti. Un condensato di spettacolo tra passato e presente, con le note dell'Aida risuonate in onore dei 200 anni dalla nascita di Giuseppe Verdi e cantate da 50 giovani coristi trentini.
Slogan per questa 26ª edizione  è stato «Inspired by U», «ispirati da voi». «Voi, inteso come studenti, atleti, volontari, allenatori, giudici, spettatori - ha spiegato Gallien - voi professori, ricercatori e studenti della innovativa Università di Trento, voi popolazione della Provincia autonoma di Trento che si è impegnata a trasformare questa manifestazione in un momento indimenticabile». Ed è ancora il presidente della Fisu che ieri ha invitato gli atleti «a non sprecare questa opportunità unica di comunicare, scambiare e condividere esperienze con chi proviene da altre regioni e culture per unire le differenze e valorizzare le diversità».
A prendere la parola dopo l'arrivo delle delegazioni di atleti provenienti da tutto il mondo, è stato il presidente del Comitato organizzatore  Sergio Anesi,  che ha portato il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Le Universiadi - ha spiegato Anesi - sono un evento complesso ma che il Trentino ha accettato di organizzare grazie all'ampia dotazione di impianti sportivi e soprattutto la capacità organizzativa. In questo ultimo anno siamo riusciti a creare un vera e propria rete unendo persone e territori grazie anche alle migliaia di volontari».
Fattori fondamentali, ha spiegato il presidente del Comitato organizzatore, senza i quali «non avremmo potuto garantire tutto questo. L'ambiente che ci circonda, l'ospitalità e la professionalità di questo territorio sono elementi indelebili di garanzia».
Parole, queste, ribadite anche dal presidente nazionale del Coni  Giovanni Malagò . «Qui in Trentino - ha spiegato - la gente è seria e l'organizzazione di questo evento lo dimostra. È una terra che fa bene a sognare di poter ospitare le future Olimpiadi invernali perché ha tutte le carte in regola».
Prima di dichiarare aperta la Winter Universiade 2013 è stata infine data la parola, dal palco di piazza Duomo, al presidente della Provincia di Trento  Ugo Rossi:  «Abbiamo più punti di forza che ci fanno dire con orgoglio di essere pronti ad accogliere questa competizione affascinante», ha affermato. «Per prima cosa il fattore umano, inteso come energia, competenze ed entusiasmo. Abbiamo poi le infrastrutture, a partire da Sanbapolis, la sede centrale dell'evento, ma anche i tanti e moderni impianti sparsi sul territorio. Infine il vero segreto del Trentino, ovvero l'autonomia speciale, che è scuola di responsabilità e valorizza l'operosità delle nostre genti».
Terminati i discorsi ufficiali è arrivato il momento clou della cerimonia, ovvero l'ingresso della torcia «la Genziana delle Alpi», portata in piazza Duomo da sei tedofori d'élite, ovvero i campioni olimpici Franco Nones, Giorgio Vanzetta, Matteo Anesi  e Cristian Zorzi, accompagnati anche dalla medaglia d'oro della discesa libera alle Universiadi di Belluno 1985 Igor Cigolla e dallo sciatore Gianluca Grigoletto, salito sul podio alle Universiadi di Jaca 1995.
I sei campioni trentini hanno marciato assieme, disponendosi a triangolo ai piedi della Torre Civica, da dove l'olimpionico di Grenoble Franco Nones ha acceso il tripode, con un fascio di luce che è salito fino alla sommità della torre ed ha acceso il braciere.