MADRID. Dopo il ritiro dall'Atp 500 di Barcellona, Carlos Alcaraz ha dato forfait in vista del Masters 1000 di Madrid. A frenare il tennista spagnolo è sempre il problema al polso accusato in questi giorni.

"Ci sono notizie che costa molto dare. Madrid è casa, uno dei posti più speciali del calendario per me, ed è per questo che mi fa tanto male non poter giocare qui per il secondo anno consecutivo. Mi addolora soprattutto non poter stare davanti alla mia gente in un torneo così speciale. Grazie per l'affetto di sempre, speriamo di vederci presto", così, sui social, lo stesso Alcaraz, ha ufficializzato il suo forfait. Che si aggiunge anche a quello di Novak Djokovic, annunciato via Instagram: "Sfortunatamente non sarò in grado di esserci. Sto continuando il mio processo di recupero per tornare presto".

A questo punto tutti gli occhi sono puntati su Jannk Sinner, per sapere se almeno lui ci sarà o se lo rivedremo in campo direttamente a Roma.

Di lui ha parlato Adriano Panatta, a margine della a margine della presentazione della 25esima edizione di "Banca Generali - Un Campione per Amico" al Salone d'Onore del Coni.

"Sinner? Secondo me ha la possibilità di vincere sia Roma che Parigi, questo è senza dubbio. Poi dipende anche dall'altro, perché se la giocano solo loro due. Adesso lui è numero uno, poi Alcaraz sarà numero uno, ma bisognerà vedere alla fine dell'anno. Ora si entra nel vivo, Montecarlo è un torneo importante ma Roma ha un altro sapore e poi c'è il Roland Garros". "Il fatto di aver vinto Montecarlo in finale contro Alcaraz è molto importante perché lui prende fiducia. Di fiducia non ne ha tanto bisogno, ma ha recepito molto bene i meccanismi su terra battuta. L'ho visto giocare in semifinale e in finale a Montecarlo e ora su terra battuta ha meno difficoltà", sottolinea Panatta, ultimo italiano a vincere al Foro Italico al maschile nel 1976.

"Roma per me è sempre stato un torneo importante. Lo sentivo particolarmente perché sono romano. Ora il circuito è più internazionale, prima non c'erano tutte le televisioni e la gente aspettava tutto l'anno per vedermi giocare e vincere a Roma. Qualche volta ci sono riuscito", conclude Panatta.